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ESSERE VECCHIO NON VUOL DIRE ESSERE UN RUDERE

Ieri parlavo con una persona incontrata per caso a un parco pubblico.
Entrambi eravamo con i nostri cani, e tra una cosa e l’altra mi ha detto: “Il mio altro cane è vissuto tanto, fino a 15 anni, solo che lo abbiamo soppresso perché era cieco, sordo e non camminava più”.
Demoliamo un altro dogma della medicina allopatica e veterinaria: la vecchiaia non è sinonimo di totale decadimento fisico e psichico, di paralitici portati a spasso dalla badante di turno, di vecchietti che camminano mezzi sciancati e intontiti per le nostre città specialmente al mattino.
Questo è quello che ci è stato insegnato, e questo è purtroppo quello che accade.
Viviamo di più, ma viviamo male, ci trasciniamo, sopravviviamo, pensando oltretutto che sia normale! Che sia normale arrivare a 70 anni e aver bisogno di qualcuno che si porti a fare i nostri bisogni.
Via la lobotimizzazione e vediamo le cose per quello che sono.
In natura le creature, dopo il loro ciclo vitale, muoiono: il leone non diventa cieco, sordo, zoppo, semplicemente muore.
Noi siamo nati per spegnerci naturalmente, per morire nel sonno, non fra atroci dolori a causa delle moderne malattie degenerative o mezzi sciancati.
Dobbiamo attuare uno stile di vita che sia consono alla nostra natura.
Quando vediamo un anziano di 90 anni che fa la maratona ci meravigliamo, non capendo che quella dovrebbe essere la regola e non l’eccezione!
Dobbiamo ogni giorno alimentarci con cibi e pensieri che siano consoni alla nostra natura umana, altruista, compassionevole, corretta.
Ogni bistecca ingerita acidifica il nostro sangue, si decompone nell’intestino facendo tramutare i batteri aerobi in anaerobi, provoca stitichezza, ruba risorse importanti al corpo per essere digerita fornendo solo spazzatura in cambio.
Ogni latticino ingerito si attacca come una colla ai nostri villi intestinali, non fornisce, come tutti pensano, quel famoso calcio, di cui il corpo ha bisogno e che ottiene attraverso la frutta, la verdura, cibi compatibili con il nostro sistema digerente.
Siamo ormai tutti degli zombie, assuefatti a quello che vogliono farci credere, incapaci di ragionare con la nostra testa, lobotomizzati in fila al supermercato con il carrello pieno di wusterl, pancetta, latte e salumi e con il nostro immancabile danaos per avere il calcio, il nostro activia perché sono gonfio.
Con i nostri chewingum per mascherare l’odore cadaverico delle nostre digestioni, i fiumi di vino per innaffiare i cadaveri che mangiamo e spegnere l’arsura di un intestino infiammato e malato.
Compriamo le caramelle senza sapere che molte di esse sono fatte con gelatina alimentare, e quindi con il grasso degli animali macellati.
Compriamo tutti gli yogur definiti salutari, senza sapere che il “bifidus acti-regularis” non esiste, ed è una panzanta di cui anche un pollo si renderebbe conto.
Compriamo la carne in scatola, così noi “lobotomizzatintal” possiamo mangiarla in “terrazzental”, senza sapere che contiene carne morta e tonnellate di esaltatori di sapidità e di conservanti, altrimenti, senza, rivelerebbe la sua propria natura con un odore e un aspetto nauseabondi.
Compriamo i formaggi senza sapere che la mucca “è quella della Lola” è perennemente chiusa in un angusto spazio senza socializzazione, senza pascolare, senza potersi creare una gerarchia con gli altri individui, senza poter esprimere se stessa.
Compriamo i formaggi senza sapere che non li consegnano più con il carrettino della “robiola osella”.
Compriamo le merendine della felicissima famiglia del Mulino Bianco senza sapere che sono fondamentalmente fatte da spazzatura: farine raffinate, zucchero bianco, latte e uova.
Compriamo lo zucchero bianco perché “fa bene al cervello” senza sapere che è una delle sostanze più dopanti, tossiche, deleterie per l’organismo mai create dall’essere umano.
E dal supermercato passiamo direttamente nello studio del medico, per poi finire, quando va bene, al camposanto.
Questo è il destino standardizzato di tutti noi, a meno di non svegliarci.
Spinaci, carote, bietole, crescone, patate, cereali integrali, mango, cocco, ciliege, fragole, tarassacco, germogli, banane, datteri: la Natura ci ha fornito di un’infinità di cibi e noi ci perdiamo dietro alla spazzatura.
Che l’Universo abbia pietà di noi.

SONO ALLERGICO A TUTTO

Siamo l’unica specie vivente su 760.000 (quelle scoperte) presenti sulla faccia della Terra che soffre di allergia.
Allergia alle fragole, agli acari, all’ortica, al pioppo, alle graminacee…e chi più ne ha più ne metta.
Via nuovamente la lobotomizzazione e impariamo a vedere le cose per quello che sono.
Se una persona si ingozza a tavola di ogni porcheria, e a fine pasto mangia una fragola e gli spunterà un eritema, lo sprovveduto lobotomizzato di turno non darà la colpa a tutta la spazzatura ingerita, ma alla innocua, salutare, dolce e succosa fragola!
Lo stesso vale per tutte le allergie alle sostanze normalmente presenti in natura e compatibili con l’essere umano.
Siamo ormai abituati a pensare che sia normale starnutire furiosamente a primavera, ma non è così.
La medicina ufficiale fa un buco nell’acqua ancora una volta: utilizza infatti i test allergologici, attaccando il sintomo e non la causa!
Le allergie, dalle più leggere alle più pesanti, come quella definita Multiple Chemical Sensitive Syndrome (ove si diventa allergici praticamente a tutto) hanno una base comune: la cronica intossicazione generale dell’organismo, che, al limite della propria sopportazione, scatta anche al minimo innocuo attacco che può essere dato da un innocente polline.
Non bisogna attaccare la causa! Non bisogna evitare di stare in contatto con il polline! Non ci si può chiudere in una campana di vetro!
Le soluzioni con gli antistaminici sono ancora una volta rivolte verso il sintomo: non serve a nulla spegnere la reazione immunitaria con un ulteriore veleno!
Bisogna disintossicare l’intero organismo: frutta, verdura, centrifugati, frullati, tanta acqua biologica, digestioni continue e virtuose, stitichezza zero.
Questa è la ricetta che porterà piano piano alla desinsibilizzazione di un corpo che è ormai stremato e che trova nelle manifestazioni allergiche una sua saggia valvola di sfogo per tenere fuori veleni che non devono rimanere dentro.
Ricordate, il corpo non va mai contro se stesso e nulla avviene per caso.
Smettetela una buona volta di spegnere l’interruttore del sistema immunitario!

DIAMOCI UNA MALEDETTA SVEGLIATA!

Troppe sofferenze, troppa gente che cade preda di un sistema sanitario corrotto, falso, basato sul profitto e, quando in buona fede in pochi, isolati casi, totalmente fuorviato da anni di dottrine sbagliate che vogliono il corpo come i mattoncini della Lego, dove si combattono i sintomi e non la causa, dove si estirpa un tumore senza sapere il perché si è formato, dove si somministrano psicofarmaci senza capire perché uno è depresso, dove si trapiantano organi senza nemmeno aver tentato di salvare quelli originali con un totale cambiamento dello stile di vita.
Come immaginate la vostra vecchiaia? Stanchi, acciaccati, malati, sempre pieni di farmaci? Così si finisce con una dieta onnivora, se non si va al Creatore direttamente.
Come si fa a barattare una vita lunga, felice, fatta di sapori succosi e genuini, che solo la frutta e la verdura possono dare, con una schifosa bistecca, i succhi cadaverici del tanto rinomato brodino di pollo, con un pezzo di putrefatto gorgonzola, con un pacchetto di fonzies pieni di  glutammato monosodico?
Perché leghiamo la nostra felicità solamente al fatto di poterci abbuffare di cadaveri, di schifezze, di cibo assassinato, devitalizzato, morto?
Perché dobbiamo fare la fine di tanti lobotomizzati che, irretiti dalle sentenze di morte date dai medici allopatici, cadono nelle loro braccia peregrinando da un ospedale all’altro senza mai trovare una soluzione definitiva?
Perché non capiamo il basilare concetto che non siamo nati per mangiare carne, non siamo nati per mangiare latte di altre specie, non siano nati per ammazzare, non siamo nati per squartare?
Ci sono persone in punto di morte che chiedono una sigaretta, moribondi su di un letto d’ospedale, pensando che senza di essa la loro vita non valga la pena di essere vissuta.
E non ci rendiamo conto che con il nostro stile alimentare causiamo sofferenza a catena: agli animali che vengono schiavizzati e uccisi, a noi stessi, a chi ci sta a fianco, costretto a sopportare le nostre malattie e a prendersi cura di noi.
Una schifosa bistecca vale veramente la salute? Vale veramente l’autonomia di poter andare al bagno per conto proprio anche nella vecchiaia? Vale perdersi i progressi e il sorriso dei propri figli e nipoti perché troppo rincretiniti o già al Creatore?
Diamoci una maledetta svegliata!

PICCOLI CHIMICI IN ERBA

Ieri mi è capitato di leggere in un forum che si occupa di disturbi psichiatrici un utente, con un post al limite del  delirante, non tanto sicuramente per la “patologia” di cui soffre il malcapitato, ma per le nozioni di cui è stato imbottito e alle quali sembra anche crederci.
“Ho deciso di prendere l’antidepressivo la mattina, altrimenti, essendo troppo attivante, devo poi compensare con 30 gocce di EN per dormire”, dice l’utente.
Ci rendiamo conto di dove siamo arrivati? Ci rendiamo conto dell’assurdità di questa frase?
Come può un benedetto organismo trovare un suo equilibrio se continuamente sottoposto a stress di questo genere con stati di euforia e successiva tranquillità chimicamente indotti?
Come fa un essere umano dotato anche di una scarsissima obiettività e buon senso a non capire che i delicatissimi equilibri celebrali che regolano tutte le nostre funzioni (appetito, umore, tranquillità, voglia di socializzazione, empatia, gioia, tristezza) sono talmente misteriosi che nessuna goccia, compressa, capsula, principio attivo potrà mai “aggiustare”.
Anche perché non c’è niente da aggiustare, bisogna semplicemente riportare il corpo umano verso quell’equilibrio che, vuoi per cause psicologiche, vuoi per cause organiche, vuoi per entrambe, si è perso.
E qui corre in aiuto lo stile di vita vegano tendenzialmente crudista: basta purtrefazioni date dalla carne che rendono il sangue lipo tossico, basta con i latticini, che come una colla si attaccano ai villi intestinali non permettendo l’assorbimento delle sostanze nutritive e quindi della formazione dei neurotrasmettitori.
Il problema non è nel cervello!  È più in basso, nell’intestino, lì ci giochiamo tutto.
Smettiamola di tamponare i sintomi, smettiamola di confondere il nostro corpo con sostanze ad esso estranee, che lui tenta in ogni modo di eliminare.
Smettiamola di crede alle panzanate che gli antidepressivi ci mettano almeno due settimane per agire e far sparire i “fastidiosi” sintomi iniziali: quei sintomi sono proprio la risposta vigorosa di un sistema immunitario all’intrusione, violenta, di un veleno!
Via la lobotomizzazione e vediamo le cose per quello che sono: uno psichiatra deve ascoltare, capire, indagare, puntare sullo stile di vita non su “Prenda questo e starà meglio”!
Nessuna guarigione arriva da un giorno all’altro, come nessuna malattia si sviluppa da un giorno all’altro!
Bisogna rimettersi in gioco, pensare che la vita non è inutile se non posso fare una grigliata a o mangiare un pezzo di gorgonzola.
Stiamo andando contro natura, con cibo nato per i carnivori (che non siamo) o per i vitelli (che non siamo).
E la Natura, quando bistrattata, si ribella.
La depressione non è molto differente da un herpes, da un alluce arrossato, dalla forfora sui capelli: bisogna capirla, ascoltarla, e attaccarla nell’unico modo giusto e coerente: con lo stile di vita.
E smettiamola di fare i piccoli chimici in erba, oppure fra un po’ ci toccherà davvero giocare all’allegro chirurgo.

FINCHE’ C’E’ VELENO C’E’ BRUFOLO

Al nostro sistema immunitario non gliene frega un bel niente se la nostra pelle si arrossa, si screpola, si riempie di brufoli, herpes e acne: lui deve fare un lavoro, e lo farà fino in fondo.
La pelle infatti, oltre a rappresentare il nostro biglietto da visita, è anche uno degli organi emuntori che vengono utilizzati dal corpo per eliminare tossine.
Quando la tossemia interna infatti è pesante, il corpo porta tutte le materie di scarto che sono state rifiutate da reni e fegato verso l’esterno attraverso la pelle.
Ecco che compaiono quindi l’herpes (che è tutto fuorché un virus, vedasi il miei articoli I VIRUS NON ESISTONO e MA QUANTA DIAVOLO DI CREMA CI METTI SU QUELL’HERPES? E’ GIA’ MORTO!) l’acne, le dermatiti, i brufoli, gli eczemi, gli orzaioli.
Naturalmente, come sempre, i dottori allopatici, ma anche i naturopati, i medici omeopatici etc… si precipitano a combattere il sintomo, senza capire che il brufolo è solo la punta dell’iceberg! (vds. articoli PSORIASI: NON GUARDIAMO L’ICEBERG DALLA PUNTA e LA FORSENNATA CURA DEL SINTOMO).
Il problema non è a valle, ma a monte!
Ogni brufolo deve essere benedetto, lo dico sempre, perché si tratta di tossine che trovano una via di fuga, al posto di rimanere dentro e causare, nel tempo, patologie sempre più gravi.
Quanta gente muore con la pelle bianchissima! (vds. MAI AVUTO UN RAFFREDDORE IN VITA MIA! MORTO IL GIORNO DOPO e BELLI FUORI MARCI DENTRO).
Ogni volta che un brufolo appare significa che c’è lotta, reazione, vita, che il corpo non si arrende.
Tutti dobbiamo auspicare ad avere una pelle bianchissima e senza imperfezioni, ma dobbiamo chiudere ermeticamente il rubinetto dei veleni, attuare un’alimentazione vegana tendenzialmente crudista e reimparare a vivere, a prendere il sole, a respirare, a provare empatia per tutti gli esseri viventi.
Buttiamo nella spazzatura creme, cremine, saponi, disinfettanti, creme antibatteriche! Inutile bombardare il povero brufolo, tanto, morto quello, altri ne arriveranno se il problema non è risolto alla base.
Risolvere temporaneamente l’acne cistica con la piccola anticoncezionale significa essere guariti? NO!
Risolvere temporaneamente la psoriasi con il cortisone o la ciclosporina significa essere guariti? NO!
Risolvere termporaneamente l’herpes con una crema antivirale significa essere guariti? NO!
Pelle grassa, pelle secca, imperfezioni: tutto ha una base interna, questo è il dogma da non dimenticare.

PSORIASI: NON GUARDIAMO L’ICEBERG DALLA PUNTA

Psoriasi: un flagello, chi ne è colpito in maniera anche pesante ne subisce gravi conseguenze che intaccano la propria sfera sociale, fisica ed emotiva.
La medicina ufficiale dice un sacco di fesserie a riguardo, e cioè che la psoriasi è eridataria, che bisogna rassegnarsi ad alti e bassi, che non si guarisce definitivamente.
L’igienismo, invece, porta un soffio di speranza, affermando che ogni qualvolta ci sia una scintilla di vita in un corpo umano, la guarigione totale è sempre auspicabile.
L’importante è, come sempre, andare a trovare la causa del problema, non riempirsi di cortisone, ciclosporina e tutte le altre bombe a mano dei medici che altro non fanno che fornire (quando va bene) guarigioni temporanee e apparenti.
Sempre alla demolizione del maledetto sintomo, sempre a interferire con il lavoro del proprio corpo.
Quando mai impareremo che mettere del cortisone e non avere più squame per un mese NON significa essere guariti dalla psoriasi?
Via la lobotomizzazione, e impariamo che la pelle è, come i polmoni, il fegato, i reni etc… un organo emuntore, cioè deputato anche alla eliminazione della tossemia interna.
Questo significa che se il vostro corpo è pieno di veleni, al vostro sistema immunitario poco importa se sarà esteticamente sgradevole: esso cercherà di buttare fuori tutto quello che NON deve rimanere dentro.
E allora la psoriasi va prima benedetta, come ogni manifestazione cutanea, poichè senza essa i veleni che rimanessero dentro vi causerebbero nel tempo patologie più pesanti e pericolose, e poi combattuta, attaccandola non con creme, cremine, raggi, immunsoppressori, cortisone…ma con intelligenza.
Nessuno nega che possa esserci una predisposizione in tal senso, non un’eriditarietà ma semplicemente una debolezza che possa concorrere al suo esplodere: ma ricordiamoci che l’ereditarietà NULLA può fare da sola, ci vogliono i relativi fattori ambientali, e tra primi figurano l’alimentazione e lo stile di vita.
Combattiamo quindi la psoriasi nel luogo dove è più probabile che si formi: l’intestino.
Le solite diete mediterranee and company, con il loro pezzettino di grana, i loro carboidrati super raffinati, i loro cadaveri bianchi e rossi: questi sono i nemici da combattere, prima fra tutti i cibi più intasanti, muco-producenti e inadatti all’uomo, e cioè i latticini e la carne.
Bisogna smettere di introdurre veleni, bisogna riattivare tutti gli organi emuntori, evitando di sovraccaricarli con ulteriori tossine, bisogna aumentare la disponibilità di acqua pura organica, quindi più spremute, più centrifugati, più frullati di frutta e verdure rigorosamente crude.
Bisogna abbracciare senza indugio una dieta vegana tendenzialmente crudista e perseverare, perseverare e perseverare: qualunque guarigione che avvenga dal giorno alla notte è un una finta, una presa in giro, un fatto innaturale: se ci avete messo anni per “ammalarvi” di psoriasi, ci metterete sicuramente più di un annetto per ottenere una guarigione definitiva, ma si può.
Le manifestazione cutanee della psoriasi sono, per concludere, l’espressione evidente che qualcosa non va a monte: impariamo a non guardare l’iceberg dalla punta.

UN INTEGRATORE DI ANTILOPE PER IL MIO LEONE, GRAZIE!

Abbattiamo l’ennesimo dogma della medicina allopatica, che ha portato e porta avanti, per il proprio portafoglio, una politica di idealizzazione degli integratori alimentari.
Premettiamo che gli integratori, siano essi di vitamine o di minerali, sono pillole o compresse che contengono una quantità elevata di una determinata sostanza.
Il punto è, fondamentale, che le sostanze in trattazione sono di sintesi chimica, e che mai e poi mai le stesse potranno essere equiparate a quelle naturali.
Via la lobotomizzazione ancora una volta, e vediamo le cose per quello che sono: come è possibile che una sostanza di sintesi chimica, morta, defunta, inorganica, possa sostituire quello che Madre Natura ha predisposto per noi attraverso i meravigliosi processi come la fotosintesi clorofilliana?
E infatti non può: tutti gli integratori, prima e dopo i 50 anni, quelli che ti danno la carica, quelli che ti aiutano la vista, quelli che ti aiutano qualcos’altro…sono tutte bufale, sono tutte sostanze morte e sepolte, che oltre a non fare quello che promettono di fare, non potendosi sostituire alle sostanze naturali, sovraccaricano l’organismo, forniscono un’accelerazione che può essere equiparata a quella del doping nello sport, fornendo un falso, momentaneo, illusorio, bugiardo senso di benessere tipico di tutte le sostanze artificiali che aumentano con l’inganno il metabolismo basale del nostro organismo.
Perché il leone non prende un integratore di antilope? Perché assume tutte le sostanze che gli servono cacciando l’antilope.
Perché il gorilla non prende un integratore di banane? Perché assume tutte le sostanze che gli servono mangiando le banane.
Perché il koala non prende un integratore di eucalipto? Perché assume tutte le sostanze che gli servono mangiando l’eucalipto.
Ancora una volta siamo l’unica specie al mondo che deve assumere sostanze chimiche inorganicate, innaturali e mistificatorie solo perché non ha più il tempo ne la voglia di farsi una spremuta d’arancia, di addentare una succosa mela, di mandare giù una manciata di mandorle.
Con la doppia idiozia che ogni sostanza immessa deve trovarne altrettanta di un’altra per essere assimilata, altrimenti si potrà prenderne anche una tonnellata ma finirà tutta nel vostro gabinetto: per esempio per ogni molecola di calcio ORGANICO, devono essercene due di magnesio ORGANICO per l’assimilazione del primo. Come ho già scritto in un altro mio articolo: NON SIAMO I MATTONCINI DELLA LEGO, e la proteina della carne che sbagliatamente mangiamo non va a finire direttamente sul muscolo, ma viene sottoposta a trasformazione come qualunque altra sostanza immessa nel corpo umano!
La mucca mangia l’erba per produrre latte.
La leonessa mangia la carne per produrre latte per i suoi cuccioli.
Il gorilla mangia la banana per produrre latte per i suoi piccoli.
La prossima volta perdete due minuti, e al posto di trangugiare inorganiche compresse di vitamina C inutile e dannosa fatevi una spremuta d’arancia: non siete su una navetta spaziale, e del buon cibo qui sul pianeta Terra si può ancora reperire!

ATTACCHI DI PANICO: NON E’ TUTTO NELLA TESTA

Ancor più della depressione, sono gli attacchi di panico a devastare e rovinare la vita di milioni, se non miliardi, di persone al mondo.
Chi li ha provati li racconta come esperienze terrificanti: mancanza di respiro, vertigini, paura di impazzire, senso di derealizzazione/depersonalizzazione, paura di stare in pubblico.
A volte sorgono a seguito di periodi di forte stress o a causa di particolari esperienze, spesso sono concausa dell’utilizzo di sostanze stupefacenti, a volte sono effetti collaterali degli stessi psicofarmaci.
La medicina moderna è impotente, e come al solito corre alla caccia del sintomo e non della causa: le benziodiazepine infatti, assieme agli antidepressivi, sono i farmaci di elite scelti per soffocare la sintomatologia, senza arrivare alla guarigione totale, che la psichiatria moderna dipinge come impossibile.
E invece nulla è impossibile, basta andare a cercare la soluzione nel posto giusto.
Si ribadisce che non si escludono i fattori psicologici che possono essere causa o concausa degli attacchi di panico, ma al posto di infinite, costose, troppo spesso inutili sedute di psicoterapia alla ricerca del nodo gordiano, bisogna tentare un riequilibrio totale a livello fisico del proprio corpo; anima e corpo mai separabili: se soffre una, soffre l’altro.
Ed ecco che nessuno riesce a comprendere i tantissimi motivi fisici che possono essere alla base degli attacchi di panico, tutti comunque con un solo elemento in comune: la cronica intossicazione del corpo umano grazie alle mirabilanti diete fast-foodiane, mediterranee, paleolitiche, di zona, di centrocampo, di area di rigore….
Con il colon trasformato in cimitero a cielo aperto, il cui surriscaldamento influenza anche l’area celebrale; con il pancreas costretto a una giravolta innaturale: ogni volta che si ingeriscono infatti zuccheri raffinati in abbondanza (non il glucosio della meravigliosa frutta, che nulla ha a che vedere con il mefitico zucchero bianco in commercio) lo sventurato organo è costretto a secernere moltissima insulina per evitare che la glicemia nel sangue salga troppo, con il risultato che troppa insulina la fa successivamente scendere troppo, con la conseguente produzione di adrenalina e cortisolo (gli ormoni dello stress e della difesa, che rendono impossibile per un essere umano rilassarsi) da parte delle ghiandole surrenali per riportarla a livelli accettabili.
E tutte queste montagne russe fanno passare il malcapitato di turno attraverso prima uno stato di euforia (tipico di chi assume molti zuccheri raffinati) a uno stato di depressione, che a lungo andare provoca i nefasti attacchi di panico.
Per non parlare delle conseguenze sulla tiroide: quando essa è ballerina, l’umore diventa instabile, spalacando la porta agli attacchi di panico.
La soluzione: buttare nel water tutti gli psicofarmaci  (gradualmente per chi li assume da molto tempo per evitare pesantissime effetti di astinenza), le tisane, i calmanti, i rimedi omeopatici. L’uomo è l’unica creatura al mondo a provare sensazioni di paura immotivate come gli attacchi di panico.
E via nella spazzatura anche la carne, i latticini, massimizzando il crudo: frutta e verdura crude in abbondanza, ogni qualvolta si sente la fame, la perfetta dieta vegano crudista che è insita nel DNA di ogni essere umano.
Bisogna implementare la respirazione, rendendola profonda, bisogna prendere il sole tutte le volte che si può, bisogna stare all’aria aperta, bisogna ristabilire quel contatto con la Natura che è possibile solo quando nessun cadavere o latticino entra mai nel nostro interno.
Questa è la vera strada per la guarigione, la cura della non cura come noi igienisti amiamo chiamarla, il non interferire con la straordinaria forza di autoguarigione che è insita in ognuno di noi, a patto di chiudere per sempre il rubinetto dei veleni che ognuno di noi tiene aperto giornalmente.
I pazzi non esistono, come ho già scritto; esistono invece persone fisicamente intossicate, e non c’è pillola al mondo che potrà mai guarire nessuno dagli attacchi di panico.
Al posto di cercare rimedi facili, intraprendete una strada più tortuosa e lunga, che sarà l’unica garanzia di una guarigione totale e definitiva.
E alla fine, una volta guariti, tornate nello studio del vostro psichiatra e fategli una bella pernacchia!

PRENDI QUESTO, POI QUESTO E PURE QUELLO

Allucinante…questo è il termine corretto per indicare un altro delirio della medicina allopatica: i cocktail di farmaci.
Mi imbatto spesso in persone che sono sotto terapie multiple di farmaci, naturalmente non curativi, ma solo per sopprimere i sintomi.
E il malcapitato di turno è costretto a prendere più farmaci non per “curare” diversi “disturbi”, bensì per contrastare gli effetti collaterali dati dal farmaco stesso!
Questo delirio è presente soprattutto nella moderna psichiatria: uno è depresso e va dallo psichiatra; lo psichiatra, senza nessun esame se non una costosa chiacchierata di 20 minuti prescrive un antidepressivo che servirà solo per mascherare i sintomi.
L’antidepressivo, però, a sua volta, oltre a dare gli illusori effetti per cui viene prescritto (quando va bene), causa anche notevoli effetti collaterali.
E vai allora con l’ansiolitico per contrastare l’aumento dell’ansia data dagli antidepressivi durante le prime settimane di somministrazione.
E vai allora con gli antiparkinsoniani per contrastare l’aumento del tremore.
E vai con il viagra od il cialis per contrastare l’impotenza causata dagli antidepressivi 99,9 volte su cento.
E vai con le pillole dimagranti per l’aumento del peso causato dagli antidepressivi e soprattutto dagli antipsicotici stile Zyprexa.
E vai con la pastiglia per il diabete causato dall’uso degli antipsicotici stile Zyprexa (con class action milionarie portate avanti negli Stati Uniti).
E vai con i sonniferi per contrastare la troppa attività degli antidepressivi, che non permettono di addormentarsi.
Ma gli esempi potrebbero andare avanti all’infinito….
E vai con i gastroprotettori quando si prendere il cortisone.
E vai con il caffè per contrastare la sonnolenza degli antistaminici.
Ma che equilibrio può avere un corpo ridotto così?
L’equilibrio fisico, psichico, dell’anima si trova solo vivendo armoniosamente e seguendo le leggi della Natura, rinnegando la nostra innaturale voglia di carne, smettendola di accarezzare il gatto assassinando al contempo la mucca, amando tutte le creature che vivono assieme a noi.
Rinnegando la nostra innaturale voglia di schiavizzare il più debole, obbligando la mucca a fornirci contro la sua volontà il latte che la Natura ha predisposto per il suo vitellino e non per noi o i nostri neonati.
Smettendola di trasformare il nostro colon in un cimitero a cielo aperto.
Alimentandoci di cibi vivi, frutto della meravigliosa opera della Natura, che tutto dà, e che indietro chiede solo un po’ di rispetto.
Alimentandoci di pensieri compassionevoli, di non ipocrisia, di amore indistinto per tutto e tutti.
Eliminando farmaci, vaccini e tutte quelle sostanze tossiche propinateci come indispensabili.
Un cocktail d’amore e di veganismo, non uno di farmaci e cadaveri.

POLVERIZZIAMO LA DEPRESSIONE CON L’ACQUA BIOLOGICA

Quanta gente non riesce a godere appieno del meraviglioso dono della vita che l’Universo ci ha dato? È incalcolabile.
Milioni di americani sotto antidepressivi, milioni di europei sotto antidepressivi, inclusi adolescenti e bambini.
E la causa non è sempre psicologica, come molti vogliono farci credere.
Gli psichiatri moderni somministrano pesantissimi farmaci con altrettanto pesanti effetti collaterali senza nemmeno sapere come e perché si sviluppa la depressione!
Non esiste esame medico, sia esso del sangue o di qualsivoglia natura, che possa stabile con esattezza che un paziente soffra di depressione. E quindi come si fa a curare qualcosa di cui non si conosce la causa?
Semplice, si utilizzano gli antidepressivi, che al pari degli stupefacenti contribuiscono, quando va bene, a creare uno stato di finto benessere, finta euforia, distruggendo chi li assume dall’interno e spianando la strada per un’assuefazione che condurrà, chi li vorrà sospendere, in un cammino infernale.
Nessuno nega che la nostra società moderna sia veloce, competitiva, stressante, ma questi elementi non possono giustificare, da soli, la moltitudine di depressi oggi nel mondo.
La causa, o la concausa, non la si trova perché non la si va a cercare nel posto giusto, e cioè molto più in basso, in quella parte di intestino chiamata colon, dove ci giochiamo i tre quarti della salute.
Se i medici smettessero di considerarci mattoncini della Lego (vds. il mio articolo a riguardo) capirebbero che il buon umore, la calma e la tranquillità si sviluppano a livello intestinale, con i relativi neurotrasmettitori, e non a livello celebrale!
E se l’intestino è un impiastro di colla a causa dei latticini e del latte e un cimitero a causa dei 21.000 cadaveri che un americano medio ingurgita nel corso della propria vita, ecco che il risultato è catastrofico.
L’umore non è solo una condizione di tipo psicologico, bensì un aspetto psicologico che ha le sue basi biologiche, fisiche e quindi, per guarire, bisogna attaccare la causa, che sta nel sangue tossico, nel colon marcio, nella mancanza di acqua organica che solo la frutta e la verdura cruda possono dare, nelle continue digestioni difficoltose.
Tutti possono aspirare a un umore stabile, ad alzarsi dal letto al mattino con la gioia di vivere, basta cercare la soluzione un po più in basso.

progetto salvadanaio

Un aiuto concreto alle persone in difficoltà

Per informazioni vai alla pagina SALVADANAIO