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INUTILE GIRARCI INTORNO: LA VERA SALUTE INIZIA DOVE FINISCONO CEREALI E LEGUMI

LETTERA

Ciao Pietro,
mi considero un ex cittadino, vivo nella periferia di ********, da ormai 25 anni e dopo aver conosciuto Valdo Vaccaro ho iniziato un percorso di grandi cambiamenti alimentari. Adesso cerco di coltivarmi tutto ciò di cui ho bisogno. Si va al supermercato solo per consumare quei maledetti buoni pasto.

Lavoro nel ******** e sai che stiamo attraversando un brutto periodo. Vorrei licenziarmi ma con moglie e due figli di 10 e 12 anni mi sento troppa responsabilità addosso.

Veniamo a noi:
cosa me ne faccio del mio giardino?
8000 mq di terreno irrigato con acqua del consorzio di bonifica, adatto a produzioni anche industriali. 4000 mq farebbero impazzire anche te: uva, albicocche, pesche, susine, cachi e olive e atri 4000 mq dove faccio insalate, pomodori, peperoni, melanzane,cipolle, aglio, zucche, zucchine, mais, topinambur, fagiolini e fagioli in estate e cavolo broccolo, cavolo fiore, cavolo cappuccio, cavolo di bruxelles, cavolo nero, cavolo romano, bietole, fave, rucola, batavia, e rape di tutti i tipi, in inverno.
Ora, dopo aver letto il tuo libro, vorrei eliminare il glutine, i legumi e i cereali in genere per avviarmi ad una alimentazione prevalentemente crudista fruttariana, mi chiedo cosa fare del mio orto, dei miei fagiolini, delle mie melanzane, dei miei cavoli e delle rape. Alcune verdure posso mangiarle crude ma certi ortaggi vanno cotti.

Insomma mi serve un consiglio su come sfruttare al meglio il terreno che coltivo, tenendo presente che vivendo in campagna: melagrane, clementine e arance posso procurarle a km 0 mentre per le mele vado spesso al mercato all’ingrosso dove trovo anche ananas, kiwi, banane e mango. Per la frutta secca vado in giro nelle montagne di Belvì dove trovo noci, nocciole e marroni mentre per le mandorle trovo sempre qualche albero “abbandonato” vicino a casa.
Ho già smesso di fare il pane nel mio forno a legna, quindi niente più semole e farine speciali di grani antichi e niente più ceci, fagioli, e cicerchie di Villanovaforru.

Che faccio? nemmeno le favette fresche? Il mais dolce e i piselli freschi?
E il fainè o farinata di ceci?
Avevo anche un meraviglioso pollaio dove allevavo galline ornamentali…
ma come dicevi tu in uno dei tuoi video, la strada per eliminare le granaglie è davvero tosta, tutto il resto è arrivato in modo semplice e immediato. Ormai carne, pesce, latte, uova, formaggio e vino sono un lontano ricordo. L’unico cruccio è che se avessi conosciuto prima Valdo e te, non avrei vaccinato miei figli!

Ti prego, dammi qualche dritta che ci tenga comunque lontano dai prodotti confezionati.
Ho anche un bellissimo estrattore di succhi e spero di poter comprare a breve un essiccatore per conservare un po di albicocche per l’inverno.

Nonostante uno stato di forma fisica abbastanza buono, ho sempre pensieri negativi e una grande stanchezza cronica che disturbano la mia vita e che minacciano profondamente la mia autostima. Sono sempre alla ricerca di migliorare lo stato di benessere sia mio che della mia famiglia, una specie di ossessione per il cibo sano, quindi credo sia obbligatorio provare ad eliminare prima il glutine poi tutti i cereali e per ultimo i legumi, per vedere l’effetto che fa.

 A proposito quanto tempo ci vuole per incominciare a sentire i benefici di una dieta a zero glutine?
Se riuscissi, anche parzialmente, a risolvere stanchezza e negatività sopporterei meglio anche i turni di lavoro.

Grazie per tutto quello che fai.

Lettera firmata

RISPOSTA
Eccoci qua. 
Grazie anzitutto di questa SPLENDIDA lettera.
Sì, splendida, perché è l’esempio vivente di un uomo che non si piange addosso, che continua a informarsi e che cerca sempre di MIGLIORARSI. Così si fa.
Detto questo, non mi stancherò mai e poi mai di ripetere quanto cereali e legumi, TOTALMENTE incompatibili con l’alimentazione specie-specifica dell’essere umano, possano essere per il medesimo così MOSTRUOSAMENTE deleteri.
Li considero mille volte peggio delle proteine animali, che in situazioni emergenziali l’uomo potrebbe anche consumare per sopravvivere: vedi, ad esempio, mettersi in bocca una lucertola.
Cereali e legumi, invece, NON potrebbero MAI e poi MAI essere consumati nel loro stato naturale poiché tossici. In pratica, piuttosto che infilarci in bocca una spiga di grano, moriremmo di fame.
Senza contare poi la presenza della proteina in assoluto più infiammatoria (assieme a quelle del latte) attualmente consumata dal genere umano: il glutine.
Non ho dubbio ALCUNO che il glutine, ma in generale i cereali e i legumi, siano i responsabili principali del DETERIORAMENTO della salute mentale e fisica dell’umanità.
Persone che per ANNI e ANNI hanno sempre i coglioni girati, fino ad arrivare alle depressioni maggiori e alle schizofrenie: tonnellate di psicofarmaci e inutili sedute dallo psicologo quando il problema è nel piatto che hanno davanti.
Vai avanti come un treno. Puoi utilizzare il tuo meraviglioso terreno per coltivare frutta e verdura di ogni tipo. Non ho alcuna riserva sulle verdure cotte, l’importante è integrarle con tanto, tanto crudo.
Fai il grande salto, eliminando in primis il glutine.
Dopo alcuni mesi vedrai che ti sentirai un altro, e alla fine, se andrai avanti, ti accorgerai, come è successo a me, che il tuo corpo ti OBBLIGHERA’ a togliere anche i cereali senza glutine e i legumi.
E se lo abbinerai ad un crudismo ad altissimi livelli di frutta e a bassissimi livelli di grasso, ecco che sperimenterai la VERA SALUTE.
Avanti così
Pietro Eupremio Maria Bisanti

ANSIA, DEPRESSIONE, PSICOFARMACI TOLTI ALLA CAZZO DI CANE, ALIMENTAZIONE DI MERDA, LAUREE CHE NON SERVONO A UN CAZZO: BASTA!

LETTERA

Buongiorno Signor Bisanti,
Mi chiamo *****, sono una ragazza di 26 anni, che soffre da da 6-7 anni di ansia e depressione e per questo fa uso di psicofarmaci (ansiolitico e antidepressivo in gocce a basso dosaggio). 

Ho provato a scalarli più volte, la prima volta, 4 anni fa, li avevo tolti del tutto, ma dopo due settimane ho sviluppato un disturbo ossessivo compulsivo gravissimo e decisi di riprendere i farmaci per poter continuare l’università. 

Ora sono laureata da due anni, e non ho più uno scopo di vita. Sto male anche se prendo i farmaci e così ho deciso di toglierli. Sono stata abbastanza drastica, dato che li ho dimezzati nel giro di un mese e mezzo, la depressione si è fatta sentire più forte che mai, accompagnata a crisi di rabbia, pianto, fino a che da quando ho tolto altre due gocce di antidepressivo ho cominciato a soffrire nuovamente di doc… 

Sto malissimo, non so cosa fare, avevo anche pensato di ricoverarmi in una clinica, ma lì mi imbottirebbero di psicofarmaci per farmi stare “meglio”, ma io non voglio stare meglio, voglio essere me stessa, che è una cosa diversa. 

Ora, ho cominciato a soffrire di insonnia, a volte non dormo sino alle dieci del mattino, ma mi rifiuto di prendere la melatonina poiché peggiora il mio stato depressivo. Ho ordinato su Amazon neutro rest con magnesio 5htp e triptofano e sto aspettando che arrivi a casa per provarlo. 

Ho cercato di modificare la dieta, ma quando non mangio glutine sono molto più nervosa e ansiosa. Per stare meglio devo cucinare la pasta esclusivamente la sera e allora mi rilasso un po’. Non ho problemi digestivi, nonostante mangi di tutto. Seguo un’alimentazione normale, parecchio priva di frutta, non capisco perché, ma “non mi va”.

Mi dispiace se mi sono dilungata parecchio, ma le volevo esporre un quadro abbastanza chiaro circa la mia condizione e le volevo chiedere se potesse darmi qualche utile consiglio per poter uscire da questo inferno.
Inoltre, volevo chiederle se mi potesse indicare come acquistare il suo libro “Assassini in pillole”.
Con immensa stima per tutto quello che fa, le auguro una buona giornata,

Lettera firmata


RISPOSTA
Buongiorno Anonima,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.
Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.
Ribadisco, per evitare qualunque equivoco (certo non da parte mia), che quanto mi accingo ad esporre è e rimane IL MIO PERSONALE PENSIERO: non sono un medico e non ragiono come tale. L’Igienismo Naturale, che ha millenni di storia, è ciò che io ritengo sia la strada giusta da seguire e che applico in primis, ogni giorno, su me stesso.
Questa doverosa precisazione è la diretta conseguenza del comportamento delle (poche) persone che hanno provato a riversare sul sottoscritto i propri fallimenti personali: quando non si sa a chi dare la colpa della propria vita di merda, si punta il dito contro chi tenta, nel rispetto delle Leggi e dell’autodeterminazione sanitaria, di darti una mano.
Veniamo a noi.

Si prepari, perché CON AMORE le dirò senza peli sulla lingua TUTTO quello che penso.
Perché SI OSTINA a fare TUTTO IL CONTRARIO di ciò che DEVE essere fatto per tornare in salute?
Perché, pur di prendere una laurea DEL CAZZO, che altro non è se non un pezzo di carta firmato da un altro essere umano, arriva a DOVERSI IMBOTTIRE DI MERDA CHIMICA?
Perché, pur sapendo che gli psicofarmaci sono molecole insidiosissime, da scalare con estrema lentezza, lei se ne fotte e li toglie praticamente di botto?
Perché, pur sapendo che l’alimentazione gioca un ruolo FONDAMENTALE nel recupero psicofisico, lei si ferma al primo ostacolo?
La sua lettera, così dettagliata, manca però della BASE, e cioè le motivazioni PER CUI HA COMINCIATO A SOFFRIRE di ansia e depressione.
Voglio, anzi DEVO, sapere TUTTO di lei: se fuma, se ha fumato, se si è fatta le canne, se se le fa ancora, se assume od ha assunto altri tipi di droghe, se si è ammazzata di Redbull per studiare….
Insomma voglio sapere TUTTE le sue abitudini di vita perché da qui dobbiamo partire.
Qualunque sia la causa, quello che è certo è che il suo corpo ora è pieno di MERDA come non mai, e non risorgerà per due compresse di magnesio del cazzo.
Qui c’è da fare un lavoro MASTODONTICO di ripristino della salute attraverso l’eliminazione di TUTTE le cause alimentari/emozionali/ambientali/farmacologiche alla base del disastro in atto e l’introduzione di VERE, SANE e DURATURE abitudini di vita corrette.
La principale causa degli attuali suoi problemi è l’uso pregresso e il distacco brusco dagli psicofarmaci: la biochimica cerebrale impiega MOLTO TEMPO per rimettersi in equilibrio, e il disequilibrio lo evidenzia attraverso tutti i sintomi negativi che lei sta sperimentando.
Ma come detto, qualunque sia la causa, la soluzione è una sola: lo STILE di VITA e la capacità AUTOGUARITIVA insita in ognuno di noi.
Se aspetta che qualunque altro “soggetto” possa guarirla che non sia il suo corpo stesso, si metta in coda con tutti i “falliti” che hanno delegato la propria salute ad altri.
Io ci sono
Pietro Bisanti
Per tutti: questo epocale lavoro informativo non chiede niente a nessuno. Viviamo di donazioni spontanee. Chiunque voglia aiutarci, può farlo attraverso le indicazioni che trovate in alto a destra.

Per i nuovi lettori: scandagliate tutto il blog, in quanto è una miniera di informazioni disponibili gratuitamente per tutti.

Per tutti: chiunque abbia subito un danno personale o di un suo congiunto/amici, può mandare la propria storia a pietrobisantiblog@gmail.com

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Per tutti: con la funzione “ricerca google” in alto a destra, potete inserire delle parole da ricercare (ad esempio “psicofarmaci e suicidio”, “prozac” etc…) in modo tale che vengano ricercati gli articoli relativi all’argomento desiderato.


Per tutti: mi trovate su “FACEBOOK” con il mio nome Pietro Bisanti


ATTENZIONE! RISPONDO A TUTTI. PURTROPPO STO RICEVENDO PIU’ EMAIL DI QUANTE NON NE RIESCA AD EVADERE. CHIUNQUE ABBIA URGENZA E’ PREGATO DI SEGNALARLO


ATTENZIONE! È NATO IL FORUM DEL BLOG “ALIMENTAZIONE E SALUTE”. LO TROVATE IN ALTO A DESTRA. ISCRIVETEVI IN MODO TALE DA CREARE FINALMENTE UN LUOGO OVE IL DIBATTITO ANTIPSICHIATRICO NON SIA CENSURATO.


Siamo ora in grado di offrire un servizio di tutela legale, per chiunque si trovi tra le maglie della psichiatria o abbia subito da essa un danno.

Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO “PSICOLOGO DA LETTINO”, BENSI’ CON L’AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA “INCOLLARE” IL PAZIENTE A VITA.
Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.

CAFFE’, SIGARETTE, PSICOFARMACI…E IL PRINCIPALE NEMICO DI VOI STESSI: LA VOSTRA FOTTUTA INCOERENZA

LETTERA

Ciao Pietro, 
sono *****, sono interessato al tuo percorso perché è quello che ho cercato di intraprendere anche io dopo la lettura del libro di Ehret “la dieta senza muco”, ahimè non sono riuscito a portarla avanti perché stavo dimagrendo troppo, allora ho ripreso a mangiare pesce, pasta integrale, latticini non ne mangio più, nemmeno carne.

Aggiungo durante la giornata frullati di vegetali verdi in foglia assieme a frutta, ho  preso suggerimento dopo lettura di un libro della scrittrice e igienista sig.ra Butenko.

Sono arrivato a questo perché da 15 anni sto cercando di uscire da uno stato di ossessioni/ansia. Lo scrittore Vadim Zeland, in un suo libro, riporta l’esempio di una ragazza che gli chiede aiuto per un problema analogo, e lui le consiglia di smettere immediatamente gli psicofarmaci, perché la porterebbero ad un’altra dipendenza e di passare ad un regime alimentare crudista/vegetale.

Ad oggi  io sto meglio, faccio psicoterapia e preso coscienza della problematica di prendere psicofarmaci, sto cercando scalandolo piano piano di togliermi una benzodiazepina prescrittami per dormire, dicendomi che era un buon farmaco, ho provato a levarlo del tutto sono stato malissimo, ora da una pastiglia intera sono passato a mezza, spero di levarla completamente, anche perché con questo nuovo psicologo sto andando bene.

Prendo due caffè al giorno e fumo circa cinque sigarette. Ti volevo gentilmente chiedere che tipo di dieta potresti consigliarmi da poter attuare? Tipologia di cibo, quantità.

Vedendoti mi sembri in salute e non deperito, io quando avevo provato stavo male e anche psicologicamente andava peggio. Credo però che una dieta corretta faccia la differenza.

Grazie dell’eventuale tempo dedicatomi, e complimenti per il lavoro che svolgi.

Lettera firmata


RISPOSTA
Buongiorno Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.
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Veniamo a noi.

No, no e ancora no.

Ora “parto in quarta”, con amore ma parto in quarta.

Ti rendi minimamente conto della fottuta incoerenza di quello che scrivi?

Dici di “stare un po’ meglio” ma intanto sei sotto psicofarmaci.

Dici “che la dieta è importante”, e poi al primo problema torni indietro a mangiare merda.

Dici che “vuoi liberarti da ansia e ossessioni”, e poi fumi cinque merdose sigarette al giorno più due altrettanto schifosi caffè.

Preferisco di gran lunga chi, con coerenza, si fa una pippata di cocaina prendendosi tutte le responsabilità del caso.

Invece tu piagnucoli, e la cosa che più mi fa incazzare è che SAI LA SOLUZIONE ma NON LA APPLICHI.

Il tuo dimagrimento iniziale poteva, da un lato, essere fisiologico, e dall’altro la conseguenza di un’alimentazione non fatta come si deve.

Io sono pronto ad aiutarti, a prenderti per mano, e a traghettarti verso la VERA alimentazione umana, e cioè altissimi livelli di crudismo a base di frutta e bassissimi livelli di grassi: che vi piaccia o no così va la macchina umana.

Ma per arrivarci bisogna superare farmaci, caffè e sigarette. Bisogna rafforzare il CORPO FISICO per avere una mente che non ci faccia vivere una vita di merda. Tu invece sei ancora bloccato al concetto dello “psicologo” che risolve tutti i problemi. Non nego che la parola abbia un potere ENORME, ma lo ha allorquando arriva in un corpo che non sia pieno di merda come il tuo.

Oltretutto, a che diamine serve fare psicoterapia se la tua biochimica cerebrale è sotto l’influenza di una sostanza psicotropa? Quanti dei “miglioramenti” che PENSI di stare ottenendo sono da addebitare alla “farina del tuo sacco” o invece all’effetto STRONCASINTOMO degli psicofarmaci?

Come ben sai gli psicofarmaci DEVONO essere scalati lentamente, del 10% al mese, mentre le altre due porcherie possono e DEVONO sparire all’istante.

Se non ti metti in testa che parlando così prendi semplicemente per il culo te stesso, non andrai da nessuna parte.

Io ci sono

Pietro Eupremio Maria Bisanti

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“A VOLTE PENSO TANTO CHE LA TESTA SEMBRA SCOPPIARMI”: LA RINASCITA DI UNO ZOMBIE

LETTERA

Salve,
ho 35 anni e ho sofferto di disturbi ossessivi compulsivi curati all’inizio in maniera molto efficace con antidepressivi.

Dopo un po’, un altro medico mi volle far provare lo Zyprexa ed il Tolep, che ho assunto per 9 anni insieme a benzodiazepine. Per nove anni sono stato uno zombie. Appena ho iniziato a ridurre mi è cambiata la vita in positivo, tantissimo. E’ quasi un anno che non prendo piu’ niente.

Sto vivendo di nuovo emozioni ed è fantastico ma sono diventato irascibile, irritabile ed agitato.

A volte penso tanto che la testa sembra scoppiarmi. C’è una soluzione a tutto questo? A riprendere di nuovo psicofarmaci non se ne parla proprio. Posso in qualche modo allontanare questi pensieri negativi senza ricorrere nuovamente ai farmaci? Il fatto che ho piena consapevolezza di quello che mi succede. Se può consigliarmi qualcosa gliene ne sono grato.

Saluti

Lettera firmata


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Veniamo a noi.

Il solito errore MADORNALE fatto da tutti: soffocare i sintomi senza SRADICARE le cause.

Si assumono psicofarmaci, si ha l’iniziale FINTO senso di benessere indotto da una sostanza stupefacente; quando l'”idillio” finisce, ci si ritrova con il DOPPIO dei problemi: la tossicità dei farmaci e l’iniziale problema MAI AFFRONTATO.

Dalla mia lunga esperienza, i problemi relativi alle compulsione, al rimuginamento, al pensare troppo sono DIRETTAMENTE collegati a una specie di “cortocircuito” cerebrale causato da una biochimica alterata, instabile, fuori equilibrio.

Quindi il problema NON è quello che continua a venire in mente ma il fatto che CONTINUI a venire in mente.

In pratica, NON si deve affrontare il pensiero intrusivo ma la CAUSA per cui il corpo è incastrato in un loop di pensieri che non riesce a scardinare.

E questo lo si fa cominciando a sistemare cosa si INALA, ci si FICCA IN BOCCA e si METTE SULLA PROPRIA PELLE…insomma, tutto quello che viene a contatto con il nostro corpo.

Cibi sbagliati, fumo di ogni tipo e sostanze chimiche hanno una ENORME influenza su tutta la nostra salute, quella mentale non fa eccezione.

Quindi, prima comincia a fare una PULIZIA TOTALE di cosa entra nel suo corpo, prima comincerà a stare bene.

Senza dimenticare che lo scalaggio stesso degli psicofarmaci è la causa di una marea di problemi poiché il corpo stesso, nel tentare di ritrovare l’equilibrio perduto, può arrivare a manifestare sintomi anche severissimi, che altro non sono che una vera e propria “crisi eliminativa”, cioè, come già detto, il passaggio da uno stato di intossicazione a uno di salute.

Piano di battaglia:

1) Acquistare e leggere IMMEDIATAMENTE il mio libro “Assassini in pillole: la Psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere”,

2) Leggere questo link http://pietrobisanti.blogspot.com/2015/12/come-ci-si-disintossica-dagli.html

Io ci sono

Pietro Eupremio Maria Bisanti

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Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

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Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.

DEPRESSIONE MAI RISOLTA E DIABETE DI TIPO “2” CHE “BUSSA ALLA PORTA”: “CERCO DISPERATAMENTE UNA GUIDA”

LETTERA

Buongiorno Pietro,

Le scrivo innanzitutto per esprimerle la mia profonda stima e ammirazione per la sua competenza, integrità e coerenza. Seguo da tempo il suo blog ed è sempre un grande arricchimento e anche un’emozione leggere i consigli che prodiga a chi si rivolge a lei.

Lo faccio anch’io adesso, pur non appartenendo (non più, almeno) alla categoria numericamente prevalente dei lettori di Alimentazione & salute, che peraltro in passato è stata anche la mia. Nella mia vita ho avuto due depressioni: una prima, lieve, intorno ai vent’anni, e una seconda, maggiore, a 32 (adesso ne ho 55), quest’ultima durata sei anni. 

Nessuna delle due è stata trattata, né farmacologicamente né in alcun altro modo: ero completamente sola e convinta che nessuno mi potesse aiutare e così non ho cercato aiuti a cui non credevo. 

La depressione grave è stata terrificante, una morte vivente. In una certa fase avevo persino i deliri paranoici: ero convinta che mi volessero uccidere e le rare volte che riuscivo, con uno sforzo sovrumano, ad alzarmi dal letto e uscire – ho passato mesi, non so più neppure quanti, barricata in casa al buio – di punto in bianco vedevo passanti assumere lineamenti mostruosi ed esibire ghigni satanici e allora tornavo a rinchiudermi nel bozzolo, terrorizzata. 

All’epoca abitavo a ******. Un giorno ho alzato lo sguardo e ho visto in lontananza le colline coperte di alberi fioriti. Ho visto – è stata proprio una istantanea mentale chiarissima – i miei piedi calzati di scarponi da montagna camminare nella natura, un passo dopo l’altro. 

È stata un’indicazione chiarissima e l’ho ascoltata, anche se ero più morta che viva e – ripeto – completamente sola. Ho preso la mia cagnolina, unico essere vivente con cui avessi mantenuto dei rapporti in quel deserto, sono salita in macchina e ho cominciato a camminare sulle colline ******: un po’ troppo antropizzate per i miei gusti, ma era quello che offriva il convento e non ero in condizioni di sottilizzare troppo. 

Camminavo anche dieci ore di seguito, a passo lento ma continuo. Dopo un certo tempo, quasi da un giorno all’altro, mi sono accorta di essere guarita, e benché da allora la mia esistenza sia entrata in una lunghissima fase di fortissime turbolenze, che perdura tuttora, di depressioni non ne ho più avute e credo che non ne avrò più, perché ho deciso che avrei fatto di tutto per non ricaderci. Ho intrapreso un profondo lavoro su di me, che a poco a poco mi sta trasformando in una persona nuova, libera dai condizionamenti causati dalla sofferenza che mi portavo addosso dalla più tenera infanzia. 

Sei anni però sono stati eterni. Mi ci sarebbe voluto accanto uno come lei, ma quella volta della correlazione tra alimentazione, igiene di vita e malattia mentale non sapevo assolutamente niente. Ecco perché, adesso  che per fortuna la conosco, le scrivo per un’altra questione. 

Mi è stato diagnosticato il diabete di tipo 2 e prescritta Metformina, ma anche stavolta il mio scetticismo nei confronti dei farmaci mi ha impedito di assumerla. Di conseguenza anche il mio attuale diabete, come la depressione di allora, è scompensato e non trattato. So che, contrariamente a quanto viene fatto credere, si tratta di una malattia reversibile e sono disposta, anzi, desiderosa di apportare qualunque cambiamento per riuscirci, e a vita. 

Accanto alla depurazione mentale e spirituale che ho intrapreso e che sta dando grandi frutti, sento la necessità di una depurazione totale anche sul piano fisico, ma non so da che parte cominciare. Non mi mancano le conoscenze teoriche (leggo moltissimo, anche di alimentazione e igiene naturali) ma da sola mi sento schiacciata e avverto l’assoluto bisogno di essere guidata dalla A alla Z in questo percorso di rinascita. Altrimenti non mi sento in grado di imboccarlo, ma non posso neppure continuare a rinviare la soluzione di un problema di salute che, per quanto quasi asintomaico, è comunque grave.

Perciò le chiedo se, come spero, il mio referente potrà essere lei, oppure, qualora non le fosse possibile, se mi può indicare qualcuno che mi possa seguire per tutto il tempo necessario, che immagino non sarà brevissimo.

Alla fine, per farle questa semplice domanda, sarebbe bastata una lettera molto più breve, ma ho voluto raccontarle gli antefatti per farle capire fino a che punto, con un’esperienza del genere alle spalle, ritengo prezioso il contributo di persone come lei e perché è a lei che sento di rivolgermi adesso.

Grazie di tutto e buona domenica.

Lettera firmata


RISPOSTA
Buongiorno Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.
Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.
Ribadisco, per evitare qualunque equivoco (certo non da parte mia), che quanto mi accingo ad esporre è e rimane IL MIO PERSONALE PENSIERO: non sono un medico e non ragiono come tale. L’Igienismo Naturale, che ha millenni di storia, è ciò che io ritengo sia la strada giusta da seguire e che applico in primis, ogni giorno, su me stesso.
Questa doverosa precisazione è la diretta conseguenza del comportamento delle (poche) persone che hanno provato a riversare sul sottoscritto i propri fallimenti personali: quando non si sa a chi dare la colpa della propria vita di merda, si punta il dito contro chi tenta, nel rispetto delle Leggi e dell’autodeterminazione sanitaria, di darti una mano.
Veniamo a noi.

Quante cose avrei da dirle…cominciamo.

Lo ha già ben capito lei… mente e corpo sono inscindibili, una influenza l’altro e viceversa.

Questo diabete di tipo 2 che “bussa alla sua porta” mi fa propendere per il fatto che il suo corpo fisico abbia DISTRUTTO (e stia continuando) per anni la sua salute mentale. Nel senso che, seppur i traumi e le avversità della vita abbiano una loro nefasta influenza sulla nostra salute fisica e mentale, non posso negare che in innumerevoli occasioni è la nostra parte organica a distruggere la nostra salute mentale; e per salute mentale intendo TUTTO il nostro range cognitivo ed emozionale.

Insomma…come ho detto prima, sono due cose che vanno di pari passo, ma il succo del discorso è che si può avere una vita tutto sommato tranquilla ma avere una salute mentale DISASTROSA solo ed esclusivamente per come nutriamo il nostro lato organico; e per nutriamo intendo qualunque cosa che ENTRI nel nostro corpo, dal cibo alle sigarette a TUTTE le sostanze.

Quindi, mi viene da associare le sue mostruose crisi depressive al limite del delirio con un gravissimo problema di glicemia, che può portare ad uscire letteralmente di testa.

Un sangue ULTRAGRASSO, perché, LO RICORDO A TUTTI, il diabete di tipo 2 non è causato dagli ZUCCHERI bensì da un sangue talmente grasso da non permettere il corretto funzionamento dell’insulina, che ha COMPROMESSO tutto il suo funzionamento organico ed emozionale.

Ora, che si siano altre cause alla base del suo pessimo stato di salute non ce ne frega niente.

Da qui dobbiamo partire.

Sono pronto NON a seguirla perché medico non sono e quindi non posso prendere in carico nessuno ma a DIRLE la mia idea ben precisa e poi lei, con l’autodeterminazione sanitaria che TUTTI abbiamo e che TUTTI dobbiamo pretendere, deciderà se quello che le dirò ha un senso.

Si comincia, ovviamente, da quello che mettiamo in bocca perché sono sicuro che lei in tutti questi anni abbia trattato il suo corpo come una latrina.

E una latrina, seppur circondata di persone e pensieri positivi, PUZZERA’ sempre.

Avanti così
Pietro Eupremio Maria Bisanti

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In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

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Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.

“VOGLIO SCALARE 15 ANNI DI PSICOFARMACI A MIO PADRE”: PERCHE’ SCAPPATE DAI MEDICI E VENITE DA PIETRO BISANTI?

LETTERA

Salve Pietro,
Intanto la ringrazio per essersi messo a disposizione costantemente.
Le scrivo per mio padre. Lui assume da 15 anni circa psicofarmaci: ansiolitici e antidepressivi. Non le sto a scrivere tutti i nomi perché in questi anni ne hai cambiati molti. 

Attualmente assume in ordine di quantità: Quetiapina , Pregabalin, Fluvoxamina.
Lui vorrebbe iniziare lo scalaggio. Vengo al punto: i farmaci gli sono stati prescritti in questo modo perché interagiscono l’uno con l’altro. E mantengono una sorta di “equilibrio”. È meglio scalarli tutti contemporaneamente di un 10%, o scalare uno alla volta fino a toglierlo?

Glielo chiedo perché da ignorante mi verrebbe da pensare che se togliamo un farmaco, ma lasciando gli altri questa sorta di equilibrio viene a cascare. 
Grazie in anticipo
P.s: se le serve sapere i dosaggi specifici me lo faccia sapere.

Lettera firmata


RISPOSTA
Buongiorno Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.
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Questa doverosa precisazione è la diretta conseguenza del comportamento delle (poche) persone che hanno provato a riversare sul sottoscritto i propri fallimenti personali: quando non si sa a chi dare la colpa della propria vita di merda, si punta il dito contro chi tenta, nel rispetto delle Leggi e dell’autodeterminazione sanitaria, di darti una mano.
Veniamo a noi.

Darò una risposta completa alla sua domanda… ma prima voglio portarla a RAGIONARE.
A che diamine serve scalare i farmaci, che per anni sono stati SOLO ed ESCLUSIVAMENTE uno stroncasintomo se non si agisce sulle MOTIVAZIONI per cui si è deciso di assumerli?
Qui ci troviamo davanti a un DOPPIO problema medico-indotto: da un lato, nessuno ha mai sradicato le cause (siano essere alimentari/emozionali/ambientali o tutte e tre) alla base della sintomatologia in atto; dall’altro, il corpo si trova ora PESANTEMENTE intossicato ed assuefatto a delle sostanze che sono PEGGIO delle droghe da strada.
Pensare di scalare i farmaci SENZA cambiare stile di vita, alimentare in primis, è a mio avviso un SUICIDIO.
La mia idea, da NON medico, rimane la stessa: scalaggio del 10% al mese un farmaco alla volta.
Il suo discorso sull'”equilibrio” ha sicuramente un suo senso. Il problema è che scalare più farmaci contemporaneamente mette il corpo veramente a dura prova nel ritrovare un equilibrio.
Questo per dirle che NESSUNO ha la formula magica… quando si comincia questa merda, ognuno reagisce in maniera diversa alla sua dismissione.
Rimango quindi dell’idea che scalare un farmaco per volta sia la soluzione giusta, anche perché la lentezza permette al corpo di adeguarsi alla nuova situazione e di ricominciare a camminare con le “sue gambe”.
Questo da quello che ho personalmente visto dalla mia esperienza personale come igienista, poi ognuno DEVE assumersi le proprie responsabilità, smettendo di delegare la propria salute al prossimo per poi finire ridotti così.
Ma, le ricordo ANCORA UNA VOLTA: senza cambiamento di stile di vita, il mio consiglio è di tenersi A VITA i farmaci.
Legga immediatamente il mio libro: “Assassini in pillole: la Psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere” e questo link http://pietrobisanti.blogspot.com/2015/12/come-ci-si-disintossica-dagli.html.
Senza dimenticare, per ultimo, il GRANDISSIMO periodo di assunzione. Io “sacrificherei” tre anni della mia vita per uno scalaggio FATTO BENE unito a un PERFETTO stile di vita.
Avanti così
Pietro Eupremio Maria Bisanti
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Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.

PIETRO BISANTI SBARCA IN SARDEGNA. ED E’ UN SUCCESSO

LETTERA

SUPER BUONDI’ SUPER PIETRO!
Sono Cristina dell’Istituto di Scienze Olistiche Cagliari (la più “secca” del gruppo che hai conosciuto!!!!).. domenica non ho fatto in tempo a salutarti mentre rimuovevamo lo stand per questo ci tenevo a farlo e ti scrivo dunque (non ho mai avuto Facebook né WhatsApp per scelta e intenzionalmente scelgo le vie più lunghe) qui.
GRAZIE infinite per quello che fai e per come lo fai. In molti siamo rimasti colpiti dall’energia, dall’amore, dall’integrità, dal coraggio che rifletti. Personalmente, lavorando con le disabilità incontro spesso giovani sedati; è una scelta dei genitori che mira ad una migliore gestione per se stessi e non certo per benefici al figlio!
Mi auguro che possa tornare presto in terra sarda!!!! CON GRATITUDINE E AMMIRAZIONE, splendida giornata, Cristina.


RISPOSTA
Che dirti Cristina? Abbiamo tutti un tempo limitato su questa Terra.
La maggior parte di noi sopravvive, vivendo da pavidi, vigliacchi, leccaculo, opportunisti, carrieristi di merda venduti al potere (con la “p” rigorosamente minuscola).
Io, con tutti i miei difetti, cerco ogni giorno di migliorarmi, portando le persone a responsabilizzare se stesse, perché ognuno di NOI è artefice della PROPRIA vita.
Sicuramente ci rivedremo.
Ti abbraccio forte,
Pietro
PS: un grazie VERO va ad Antonio Pala, per avermi invitato, per aver creduto in me e per essere quello che è: un uomo INTEGRO.
Avanti così



DALLO STRESS PER LA MATURITA’ AD OTTO ANNI DI FARMACI E RICOVERI. FACCIAMO CHIAREZZA

LETTERA

Ciao Pietro,
Mi chiamo ****** e ho 27 anni. 
Ti racconto brevemente la mia storia. 
Nel 2010 sono stato ricoverato in psichiatria per uno stato confusionale dovuto allo stress della maturità. 
Mi hanno diagnosticato il disturbo bipolare che ho sempre negato di avere. 
Dal 2010 ad oggi sto lottando con questa etichetta che mi hanno messo con diversi psicofarmaci. 
Dal 2010 ho avuto diversi ricoveri perché ho eliminato i farmaci di botto. 
L’ultimo ricovero è stato nel novembre del 2017. 

Da qualche mese a questa parte ho smesso di nuovo di prendere i farmaci. Questa volta molto lentamente, monitorando ogni giorno dal mio risveglio il mio umore e la mia salute. 
Ci tengo a dire che da due anni a questa parte sono diventato vegano e ho iniziato un percorso di dieta fruttariana. Ho conosciuto di persona anche Gabriele Ceracchini e gli altri membri del “movimento” igienista fruttariano. 

Ho scritto a lei questa e-mail perché ho sinceramente molta paura di riconfrontarmi con la mia famiglia che mi considera malato e mi obbliga a prendere i farmaci (che ribadisco non prendo da mesi). 

Ho tanta paura, perché a febbraio mi hanno prescritto di fare di nuovo le analisi del sangue per controllare i livelli dei farmaci. Io per cercare di nascondere tutto, sto pensando di fare gli esami e modificarli. Ma ho paura delle conseguenze. Ho paura che si scopra poi la verità e ho letto che modificare un documento come delle analisi cliniche, è un reato con a seguito un processo. 

Ho intenzione di rivolgermi a un avvocato, anche mio amico. Sono molto confuso e ho tanta paura di ritornare in ospedale e di morire là dentro. L’ultima volta mi hanno immobilizzato e mi hanno tenuto 2 settimane dentro all’ospedale di *******. 

Mangiavo frutta la prima settimana in ospedale che mi facevo portare dai miei genitori. Poi non so se per colpa dei medici, la frutta è iniziata a mancare e mi hanno praticamente obbligato a mangiare altro. Sono riuscito a mangiare vegano tutto il tempo del mio ricovero, ma ne sono uscito veramente male, anche se i miei continuano a dire che grazie a questi pezzi di merda ho ripreso a vivere. 
Ho bisogno di avere un suo consiglio vero. 
Le ho scritto anche su messenger. Siamo amici su Facebook. 
Mi dispiace di averti scritto nei giorni di festa. Proprio oggi ho visto i suoi video e i suoi post e mi sono rivolto a lei perciò. 
Ho scritto tutto di getto, ma la mia storia in breve è questa. 
Spero che leggerà questo messaggio. 
La ringrazio.
Un caro saluto. 
Lettera firmata


RISPOSTA
Buongiorno Anonimo,
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Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.
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Questa doverosa precisazione è la diretta conseguenza del comportamento delle (poche) persone che hanno provato a riversare sul sottoscritto i propri fallimenti personali: quando non si sa a chi dare la colpa della propria vita di merda, si punta il dito contro chi tenta, nel rispetto delle Leggi e dell’autodeterminazione sanitaria, di darti una mano.
Veniamo a noi.

Premettiamo questo, e cioè che faccio fatica a credere che si finisca in stato confusionale per lo stress da maturità.

Mi piacerebbe sapere, in quel periodo, come vivesse emozionalmente ma anche come si alimentasse, se fumasse, se si facesse la canne, quanti caffè bevesse e/o quante bevande energetiche…

Perché la testa svalvola quasi sempre per la spazzatura che ci buttiamo in bocca…

Al di là di tutto, ora lei ha le idee chiare, e cioè ha ben compreso che quello stesso sistema che avrebbe dovuto aiutarla in un momento di difficoltà le ha invece dato il colpo di grazia.

Come avrà letto, conosco un solo modo per uscirne, e cioè attraverso lo scalaggio lento e costante dei farmaci unito ad un IMPECCABILE stile di vita alimentare/emozionale/ambientale.

Lei lo sta facendo da quanto vedo (anche se non so come e quindi se correttamente); il problema ora sorge nel fatto che qualunque crisi da dismissione (che è una reazione BENEFICA e di aggiustamento del corpo) verrà vista da TUTTI come una ricaduta della sua inesistente malattia.

Questo per farle capire che DA SOLO non va da nessuna parte. Qui ci vuole un’assistenza legale che potrei darle personalmente unita a un percorso igienista e alla consapevolezza DA PARTE DELLA SUA FAMIGLIA che questo è il percorso giusto.

Sono pronto a parlarvi tutti insieme se sarò invitato in tal senso.

Forza e coraggio

Pietro Eupremio Maria Bisanti

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Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO “PSICOLOGO DA LETTINO”, BENSI’ CON L’AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA “INCOLLARE” IL PAZIENTE A VITA.
Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.

CAFFE’, SIGARETTE E PSICOFARMACI: SONO VELENI DA ELIMINARE DI BOTTO?

LETTERA

Salve Pietro, 
mi congratulo con lei per il coraggio di portare avanti le sue idee nonostante attacchi un business grandissimo che vede a braccetto psichiatri/case farmaceutiche. 

Mi chiamo *****, ho 24 anni e voglio raccontarle la mia storia molto brevemente, altrimenti potrei scrivere un libro anch’io. Dai 14 anni ho frequentato compagnie sbagliate che occasionalmente mi hanno avvicinato agli stupefacenti. Da qualche anno sono pulito ma ho incominciato a soffrire di ansia e panico. Giustamente come dice lei in un suo video, cosa dovrei aspettarmi dal mio corpo?Salute e vigore? …dal medesimo tempo prendo psicofarmaci (ho ripreso a drogarmi in sostanza).

A volte mi hanno fatto stare bene e altrettante peggio. Oggi come oggi grazie a lei che mi ha incoraggiato, ho già attuato un piano per cercare di guarire. Ho tolto il caffè e sto cercando di togliere le sigarette (altra droga) e i “farmaci”, accorpando alimentazione secondo natura.

Vista la sua esperienza le chiedo, lo scalare di sigarette e psicofarmaci lo sto facendo gradualmente per evitare crisi forti, è giusto così o secondo il suo pensiero sarebbe opportuno considerandoli veleni toglierli di botto? Anche se questo credo creerebbe un trauma di forte impatto (benefico o meno, potrei risentirne nel lavoro che faccio).

In più le chiedo, per avete il suo libro e contribuire al suo progetto posso rivolgermi in qualsiasi libreria? In attesa di sue,

Lettera firmata


RISPOSTA
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Veniamo a noi.

Intanto, BRAVO. Per aver aperto la mente. Questo è il primo, fondamentale passo.

In merito alla sua domanda… premesso che l’eliminazione dei veleni DEVE andare di pari passo con un programma generale di ristabilimento della salute a livello alimentare/emozionale/ambientale, altrimenti è tutto TEMPO PERSO, il come gestire la cosa non ha una univoca soluzione bensì può essere (a volte DEVE) vagliato caso per caso.

L’importante è che l’andare “lenti” NON diventi una SCUSA per farsi i cazzi propri.

Quindi, se per gli psicofarmaci lo scalaggio è SEMPRE d’obbligo a meno che non siano stati presi per periodi MOLTO ridotti (ho visto persone non accusare contraccolpi eliminando di botto terapie antidepressive assunte da alcuni mesi ad esempio) e non in prescrizioni multiple (e anche qui, sempre PRUDENZA), caffè e sigarette possono, a mio avviso e dalla mia esperienza, essere tolti di botto (anzi, spesso è consigliabile), ottenendo più benefici dalla loro eliminazione istantanea che problematiche relative alla loro astinenza.

In soldoni, si ASCOLTI. La cosa importante è che qualunque cosa decida di fare:

1) Non vada a sovraccaricare il suo corpo di tossine che NON sarà in grado di smaltire. Lo stesso discorso vale per il cambio alimentare. Alcuni passano dalla merda alla frutta e verdura istantaneamente; altri fanno una medio-lunga transizione. Siamo tutti diversi ma NON bisogna fare l’errore di scatenare crisi eliminative che non si sarà in grado di gestire;

2) Andare piano, come detto, non è una scusa per NON arrivare ad un risultato. Scalare di botto tutto può essere tanto deleterio come metterci dieci anni. La mia idea è che due anni siano il periodo GIUSTO per eliminare tutto e arrivare a mangiare e vivere COME SI DEVE.

Per il mio libro, le mando in email le coordinate per acquistarlo, dato che in libreria non si trova, essendo distribuito direttamente da me.

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progetto salvadanaio

Un aiuto concreto alle persone in difficoltà

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