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DEPRESSIONE POST-VACCINAZIONE: CARABINIERI, SOLDATI E CIVILI DEVASTATI IN NOME DELLA “SCIENZA” (O DEL DIO DENARO?)

LETTERA

Buongiorno Pietro, 
mi chiamo ***** e le scrivo da *******. Le faccio i complimenti x la sua relazione all’incontro fatto ******* ma anche per il suo Blog. Preferirei non esser pubblicato. Qualora trovasse motivo di pubblicazione le chiedo di non indicare la città e il mio indirizzo email.

Il motivo per cui le scrivo è questo. Da gennaio sono in depressione. Mi sto curando ecc. Quello di cui sono convinto è che la causa (scatenante) siano state delle vaccinazioni fatte in dicembre in vista di un viaggio che avrei fatto subito dopo in Etiopia. Non le nascondo che in passato avevo avuto 3 episodi depressivi che ho sempre risolto in 4/5mesi. Dunque Febbre gialla, Meningite e Tifo le vaccinazioni fatte nell’ordine. Dopo una settimana dalla seconda l’umore mi è sceso in modo netto. Ho avuto anche un motivo (emotivo) nella malattia che aveva mio padre ma questo c’era anche nei mesi precedenti quando invece ero di buon umore e stavo bene. Non ho fatto l’antimalarica (malarone, lariam soprattutto) appunto xkè il medico mi aveva detto che avrebbe potuto dare come effetto la depressione in persone predisposte. Qui a **** lei ha parlato in modo breve e generico di suoi commilitoni che hanno avuto problemi di salute dopo aver fatto una ‘batteria’ di vaccini prima delle missioni all’estero. 

Le chiedo quindi: 
Le risultano casi di depressione conclamata DOPO vaccinazioni e quali?
Conosce siti web, dottori, riferimenti che hanno come conoscenza/esperienza gli effetti collaterali delle vaccinazioni fatte sugli ADULTI?
Cosa ne pensa? come potrei ‘ disintossicarmi’ dai vaccini aldilá dell’attendere il normale tempo di copertura? Non mi pare che lei abbia affrontato qst argomento sul suo blog, eppure credo sarebbe coerente con la sua azione.
Cordiali saluti e grazie del suo tempo.
Lettera firmata



RISPOSTA

Buongiorno Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.
Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.
Veniamo a noi.

La risposta è molto semplice: SI’, i vaccini causano, tra la moltitudine di effetti nefasti, anche gravi problematiche della sfera emotiva.

E il meccanismo è semplicissimo: si introducono all’interno dell’organismo, sovente a mezzo puntura e quindi bypassando le barriere naturali quali pelle, stomaco etc…, sostanze estranee allo stesso, quali DNA e RNA animali, conservanti, e soprattutto metalli pesanti.

E la febbre successiva al vaccino cosa diavolo pensate sia? Semplicemente la risposta immediata e pesante dell’organismo all’introduzione di qualcosa di estremamente tossico.

Non mi viene la febbre se mangio un’arancia! Quindi, buttiamo letteralmente nel cesso le panzanate che i luminari in camice bianco vogliono farci credere, e cioè che la febbre sia un processo “adattativo” del corpo al vaccino… Ma non fatemi ridere…

Carabinieri, soldati, e persone “comuni” continuano a morire e ad ammalarsi a seguito dei vaccini, e mi prendo la responsabilità di quello che dico, anche alla luce di quanto finalmente si sta scoprendo, e cioè che l’uranio impoverito c’entra poco o niente nel deperimento fisico dei militari in missione.

I vaccini rimangono a mio parere i responsabili, senza contare la loro scriteriata modalità di somministrazione.

Sapete quanti miei colleghi, pur di partire “velocemente” sono stati sottoposti a vaccinazioni multiple senza rispetto alcuno delle tempistiche?

Il consiglio che ora posso darle, per arginare la situazione, è di virare nettamente verso un’alimentazione vegana, crudista quanto basta.

Zero caffè, zuccheri artificiali, conservanti…

Via qualunque cosa non sembri a prima vista un cibo vero.

Zero glutine e pochi grassi.

Tanti frullati di frutta ed estratti di verdura, per aiutare il corpo nella disintossicazione.

Senza fretta, il corpo messo in condizioni di guarire, guarirà, ma non posso mentire sul fatto che le sostanze contenute nei vaccini abbiano bisogno di tempo per essere smaltite.

Rispondendo alle ultime sue domande…

Non ho cognizione diretta di persone diventate “depresse” a seguito di vaccini, ma proprio perché LE PERSONE STESSE non riescono a fare la connessione che è riuscito a fare lei invece. Posso però dirle che Internet STRABORDA di storie di militari, soprattutto americani, che tornati a casa dall’Iraq o dall’Afghanistan, hanno sterminato la propria famiglia a seguito degli effetti psicotropi del Lariam (il cui uso è ora sotto la lente d’ingrandimento del Pentagono), che lei ha PER SUA FORTUNA evitato di assumere.

Mi fa però paura il suo “mi sto curando”… Non cada dalla padella alla brace, saltando tra le braccia dello psichiatra.

Infine, vuole tornare ancora dagli stessi medici che l’hanno ridotta così?

Forza e coraggio
Pietro Bisanti

MENO MALE CHE HO TROVATO QUESTO MERAVIGLIOSO BLOG

Alessandro Radice ha lasciato un nuovo commento sul tuo post “CLOZAPINA, RIVOTRIL E DEPAKIN PER DISTURBO BIPOLAR…“: 

sono passati 2 anni… ed ho trovato questo meraviglioso blog.
grazie infinite Sig. Pietro. Lei ha tutto il mio rispetto e stima.
Siccome soffro di disturbo bipolare borderline e ipomania sin dall’adolescenza, 
sono in cura dal 1998 con 100mg di Sertralina, 2mg di Clonazepam e 200mg di Sodio Valproato / die…
Ammetto che “grazie” a questi farmaci vivo una vita serena ma… troppo asettica, noiosa, prevedibile, piatta (nonostante i miei numerosi viaggi all’estero)… senza contare la libido ridotta…
Credevo di aver trovato finalmente la luce con il centro Nuova Specie… beh, e’ stato chiuso ad Agosto 2013… non vi e’ posto per noi “neurodiversi” in questo Paese… 
2-3 pillole al giorno e via dalle @@.
Le chiedo gentilmente se potrebbe fornirmi l’indirizzo di qualche altro centro simile, perché ho provato 2 volte a disintossicarmi, seguito da uno psichiatra per giunta, ma gli esiti si sono rivelati catastrofici…
Le sarei veramente grato per ogni informazione od indicazioni utili.
Grazie mille in anticipo.


RISPOSTA

Buongiorno sig. Alessandro,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.
Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.
Veniamo a noi.

Primo, semplice concetto: lei non è un “malato”. I sintomi che il corpo le sta mandando sono semplicemente dei segnali, che vanno ascoltati.
Grazie alla lucidità che le è rimasta, è riuscito a capire che queste pillole demoniache possono dare, quando va bene e solo temporaneamente, un illusorio ed effimero senso di benessere.
Ora, che io sappia, avendo recentemente avuto con loro una conferenza congiunta a Reggio Emilia, qualcosa di Nuova Specie è ancora in piedi (mi contatti alla mia mail).
Al di là di tutto, gli scalaggi fatti con gli psichiatri si rivelano catastrofici per due motivi:
-eccessiva velocità (si scala del 10% al mese, un farmaco alla volta)
-mancanza di un piano di ristabilimento della salute a lungo termine (che si attua attraverso una graduale ma decisa virata verso un’alimentazione vegana, crudista quanto basta, a ZERO glutine, ZERO zuccheri artificiali e a bassissimo tenore di grassi).
Se si tolgono i farmaci, che chimicamente soffocavano il problema, il problema stesso deve essere risolto alla radice, anche attraverso un’alimentazione impeccabile.
Prima si sistema il nostro lato fisico, il resto verrà da sé.
Io ci sono
Pietro Bisanti

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Siamo ora in grado di offrire un servizio di tutela legale, per chiunque si trovi tra le maglie della psichiatria o abbia subito da essa un danno.
Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.
In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO “PSICOLOGO DA LETTINO”, BENSI’ CON L’AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA “INCOLLARE” IL PAZIENTE A VITA.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.


DISMISSIONE SYCREST DOPO 20 ANNI DI PSICOFARMACI: ATTENZIONE!

DAL SERVIZIO “CHATTA ORA” DEL BLOG DI “ALIMENTAZIONE E SALUTE”

Ho smesso da una settimana di prendere il sycrest. Sono più di 20 anni che prendo psicofarmaci e voglio gradualmente lasciarli. Purtroppo in questi giorni mi sento irritabile, ansiosa e un mal di testa non mi da tregua. Avete consigli? Quanto durerà questo inferno?

F.to Roberta

RISPOSTA
Buongiorno sig.ra Roberta,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.
Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.
Veniamo a noi.

La prima parola che mi viene da dirle è: STIA ATTENTA!

Non si dismettono 20 anni di psicofarmaci lasciandoli dalla mattina alla sera. È la cosa più insensata che si possa fare.

Lei non può lontanamente immaginare quanto ormai queste demoniache molecole si siano impossessate del suo corpo e dei suoi pensieri, e di come ormai lei sia, di fatto, una tossicodipendente legalizzata.

Cosa fare?

La mia non è una dichiarazione di resa, ma quando mi trovo davanti a persone come lei, in “cura” da decine di anni, la cautela deve essere la prima cosa.

Quindi…

Deve assolutamente circondarsi di persone che le vogliono bene e che siano pronte ad arginare le potentissime crisi da dismissione che avrà, altrimenti il risultato sarà quello di finire nuovamente al pronto soccorso, e quindi nuovamente imbottita, vanificando tutti i suoi sforzi.

Trovato questo, si comincia lo scalaggio, che deve essere del 10% al mese, un farmaco alla volta.

Infine, virata decisa ma GRADUALE verso un’alimentazione vegana, crudista quanto basta, a ZERO glutine e ZERO zuccheri artificiali, a bassissimo tenore di grassi.

Rafforziamo il corpo fisico in primis.

Ci sentiamo in privato.

Forza e coraggio

Pietro Bisanti

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In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO “PSICOLOGO DA LETTINO”, BENSI’ CON L’AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA “INCOLLARE” IL PAZIENTE A VITA.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.

INVEGA E PAURA DI PERDERE IL LAVORO: GENITORI, DATEVI UNA SVEGLIATA!

LETTERA
Salve sono un ragazzo che assume invega 6 mg da un po’ di tempo e nel contempo lavoro e il farmaco mi serve per questo… come posso fare per rimetterlo gradualmente considerando che se perdo il lavoro mi cacciano di casa ? Grazie distinti saluti

Lettera firmata

RISPOSTA
Buongiorno Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.
Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.
Veniamo a noi.

Mi scusi se sembrerò duro, ma ogni cosa che dico/faccio è solamente a fin di bene.
Ne ho le scatole piene di genitori lobotomizzati che condannano i propri figli a una vita di stenti.
Siamo nell’epoca dell’informazione globale, ove è possibile conoscere tutto di tutto.
È mai possibile quindi non arrivare a capire quanto gli psicofarmaci distruggano l’anima e il corpo dei propri figli?
Andando avanti con l’Invega lei, oltre perdere il lavoro, si trasformerà (se già non si è trasformato) in una balena zombizzata, impotente e dall’elettroencefalogramma piatto.
Spenderà nella sua mezza età-vecchiaia tutti i soldi che ha guadagnato per rimediare ai danni fisici e cognitivi causati dall’Invega.
Non potrà mai avere amicizie vere o una relazione decente dato che il farmaco appiattirà le sue emozioni e la distruggerà sessualmente.
L’unico piano di battaglia è questo, anche per tentare di conservare nel contempo il lavoro.
Scalaggio lentissimo del 10% al mese e virata decisa ma graduale verso un’alimentazione vegana, crudista quanto basta, a ZERO glutine, ZERO zuccheri artificiali e a bassissimo tenore di grassi.
Ci sentiamo in privato.
Forza e coraggio
Pietro Bisanti

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Siamo ora in grado di offrire un servizio di tutela legale, per chiunque si trovi tra le maglie della psichiatria o abbia subito da essa un danno.
Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.
In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO “PSICOLOGO DA LETTINO”, BENSI’ CON L’AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA “INCOLLARE” IL PAZIENTE A VITA.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.

ZYPREXA E CIPRALEX: UNA STUPENDA TESTIMONIANZA DI FORZA E PERSERVERANZA

LETTERA

Ciao Pietro mi ero scordata di dirti che peso 47 kg per 1,66 m di altezza sono magrissima…Sento sempre in giro storie di tipo Zyprexa ti fa diventare una balena, allora io la penso diversamente…E vero che i neurolettici e anche i ssri ti danno un appetito più intenso solo che ci vuole sempre un po’ di ambizione nel non lasciarti andare, o magari io sono un caso diverso visto che ho preso il maledetto dopo la morte di mia nonna, non per sofferenza, solo per il fatto che mi addormentavo alle 2,3 di notte e il dottore conoscendo il mio lutto ha considerato che fossi depressa senza cercar di sentire il mio parere.

Questo medico essendo un nostro vicino di casa. Roba da ridere vero? Ho preso i primi 3 anni 10 mg di Zyprexa alla sera e 10 di Cipralex, dopo ho smesso per la mia testa il Cipralex e ho preso altri 3 anni 5 mg di Zyprexa e ti dico la verità avendo mio marito un atleta sono sempre stata attenta al mio fisico, limitando i cibi grassi con tutto lo Zyprexa che prendevo..dopo anni di questi medicinali avevo preso 6 kg ho fatto la dieta mediterranea e sono dimagrita 9kg nei ultimi 2 anni di olanzapina.

Dalla dismissione ho perso altri 2 kg. Ti racconto tutto per chiederti se hai associato i livelli dei grassi pensando fossi ingrassata dal farmaco perché non riesco a far il collegamento e non vorrei fare rinunce alimentare inutili. Sembra strano ma non sono diventata obesa perché ho fatto attenzione tutta la vita al mio corpo. La endocrinologa che vedevo mi scoprì ovviamente 3 anni fa la ipotiroide e mi disse che non è vero che diventerò grossa, che sono solo dei miti che grazie alla tiroide ingrassi, che questa è solo la scusa di persone che mangiano male e lei aveva ragione, io sono sempre rimasta magra, non per costituzione, solo perché sono sempre stata una donna curata che mi sono voluta bene.

I psicofarmaci fanno malissimo all’organismo, ti danno un appetito immenso, ho fatto anche io tante scoperte e sono arrivata al credere che la maggioranza delle malattie autoimmuni per esempio provengono da loro, non parliamo di obesità e malattie cardiovascolari, ecco perché sono predisposte più le donne alle autoimmuni che gli uomini, siamo noi che siamo le maggior clienti della psichiatria:((, però con tutti i medicinali che ci prescrivono, a volte con la nostra consapevolezza a volte ci fregano, ci dovremmo voler un po’ di bene a noi stessi.

Ho letto sul tuo blog un sacco di storie di persone fragili che si sono praticamente fatte male da sole, prendendosi in giro da sole prima di arrivare davanti a questi maledetti psichiatri, e per questo mi viene un po’ di rabbia. Questi demoni, che non possiamo chiamare dottori visto il giuramento di Ippocrate, ci distruggono ma anche noi esseri umani siamo molto bravi a dar colpa sempre agli altri. Che io sono stata una vittima di loro o coscientemente mi sono accontentata della facilità con cui dormivo o mi tranquillizzavo senza informarsi, non importa più, siamo sempre noi stessi colpevoli in gran parte dei nostri disastri.

Viviamo in una giungla perciò purtroppo in questo mondo ti aspetta sempre qualcuno all’angolo quando hai un momento di debolezza. Sono tra l’altro la figlia di un poliziotto e ho vissuto la mia infanzia molto in maniera molto rigida e ho sentito tante storie di persone autodistruttive. Nessuno merita di arrivare in questa fase che mi trovo io adesso ma ci aiuterebbe di più se ci prendessimo un po’ di coraggio nell’ammettere che non siamo solo vittime e allora sicuramente usciremmo fuori sani e salvi. Più diamo le colpe solo ad altri piuù rimaniamo le loro vittime.

Per me ha funzionato così per 33 anni di vita, sono venuta sempre alla luce perché ho sempre visto anche la mia colpa in certe situazioni. Scusa per lo sfogo ma penso che tu come un uomo della legge la pensi un po’ così. Ho visto dal tuo atteggiamento un po’ di costruttiva rigidità, senza far nascondere alla gente lo stato grave in cui si trovano e vedo sempre che cerchi di rafforzarli con parole toste.

Sei molto bravo con le persone e ti stimo per questo, non capiamo un cavolo se davanti abbiamo persone che ci consolano e ci fanno solo piangere sulle loro spalle. 

Buon lavoro e aspetto il tuo libro per trovare conferme a tante mie teorie legate alla mia esperienza. Mi dispiace con tutto il cuore per tutti quelli che non sono più con noi, che sono stati veramente vittime assolute della psichiatria, mi dispiace per tutti quelli che non hanno la forza di venirne fuori o che non riescono a sopportare questi sintomi da urlo…che come dici te è l’unica via di uscita.

Sono molto tosta e non ho accettato di prendere nemmeno un antidolorifico, mi sono detta che o io o la medicina allopatica più e allora sono qui dopo un anno di dolori e sintomi pazzeschi, medicine di nessun tipo, qualche tisana di zenzero e compresse calde, aiuto del mio marito che ha saputo sopportarmi con tutti i pugni che dovevo darli, pazienza, denti stretti, teste sbattute contro i muri della casa, urli, pianti, disperazione, rassegna nel morire, furia etc…ma credimi Pietro toglierti un dente infetto dal vivo in 2 ore perché l’anestesia non prende è sempre peggio di ciò che ti da la dismissione lunga e costante ti da.

Ogni giorni quando vedi che qualche sintomo va via senza nessun aiuto farmacologico diventi ancora più forte e vai con fiducia più avanti. Spero non ti abbia rubato troppo tempo con la mia storia e spero tu possa far qualcosa contro ciò che ci fanno questi diavoli sulla terra, indipendentemente dalle nostre debolezze o problemi naturali della vita.

Grazie
Lettera firmata


RISPOSTA
Buongiorno Anonima,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.
Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.
Veniamo a noi.

Complimenti anzitutto: hai perfettamente compreso come additare gli altri non serve a nulla.

Moltissime volte siamo noi stessi, anche a causa della nostra ignoranza, a correre tra le braccia del nostro carnefice.

Noi o, nel caso di persone giovanissime, i nostri genitori.

Anche chi utilizza stupefacenti non fa altro che prepararsi a gettarsi tra le braccia della Psichiatria…

Per quanto riguarda la tua domanda sul peso e sull’alimentazione.

Io consiglio assolutamente un’alimentazione vegana, crudista quanto basta, a ZERO glutine.

Per quanto riguarda il livello dei grassi: consiglio di tenerli bassissimi in quanto un sangue fluido è alla base di un buon funzionamento del pancreas e di tutto il sistema endocrino.

Ci sentiamo in privato.

Avanti così
Pietro Bisanti

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Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.
In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

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CITALOPRAM: UN PARADISO… FINO A QUANDO NON HO DECISO DI SCALARLO

LETTERA

Buonasera,
girovagavo per siti che mi aiutassero a intraprendere il cammino verso la disintossicazione da psicofarmaci (citalopram) e leggendo vari forum sono arrivato al tuo blog.
Desidero raccontarti la mia esperienza e avere una tua opinione in merito.
Premetto che sono stato da sempre un ragazzo pieno di vita, allegro, felice, e soprattutto padrone della mia vita.

All’età di 20 anni ho avuto il mio primo attacco di panico, da quel fatidico giorno la mia vita si è capovolta, ho iniziato a vedere il mondo da un’altra prospettiva.
Credo sia tutto iniziato in concomitanza con l’inizio del mio lavoro (agente di commercio) e di una relazione sentimentale molto soffocante e povera di stimoli.
Dopo un anno di grande grande sofferenza, ho deciso di iniziare una terapia psicologica con uno psicologo, i miei malesseri impercettibilmente col tempo andavano a migliorare, ma non stavo bene, non ero felice e ancora soffrivo molto.

Di conseguenza un bel giorno decisi tramite consigli di conoscenti, di approcciarmi a uno psichiatra, che in quattro e quattrotto (non chiedermi come ha fatto dato che io e i farmaci abbiamo un pessimo rapporto, sono un ex sportivo professionista, non ho mai fatto uso di droghe ne di alcool, non fumo, e ho sempre avuto una grande paura degli psicofarmaci) mi prescrisse 2 gocce di Citalopram per arrivare a 10 gocce.

Dopo settimane e settimane di una grande lotta con me stesso, cedetti, e passate le solite 4 settimane di effetti collaterali, la magnifica pillolina magica fece il suo dovere e iniziai a star meglio.
Col tempo devo dirti che alcuni giorni mi dimenticavo anche del mio duro passato, insomma sembrava tornato tutto come prima, fin quando un bel giorno decisi d’accordo col dottore, di diminuire la dose pian piano, fino ad arrivare dopo qualche mese ad assumere  5 gocce al gg.

Ebbene sì come già starai immaginando, dopo qualche mese tutto torna come prima, in occasione della fine di una bellissima e divertentissima vacanza, tornai a rivivere tutte quelle pessime sensazioni di cui ero convinto essermi  liberato.
Come un vero POLLO senza PALLE, tornai di corsa dal medico a chiedergli nuovamente la pillola magica per tornare forte e bello come prima, e lui senza alcun problema mi accontentò.
Ed eccoci qua, caro mio, ad oggi mi ritrovo dietro questo pc a scriverti, perché CON DIFFICOLTA’ mi rendo conto di essere una persona molto fortunata, non mi manca nulla nella vita, ho una splendida famiglia, una piccola azienda che mi permette di stare bene e guardare avanti, modestia a parte sono un bellissimo ragazzo con moltissime donne, viaggio parecchio e ho diversi amici che mi stimano e nonostante la mia situazione mentale confusionaria, ho grandi progetti per il mio futuro.

Mi sorge spontaneo a questo punto chiedermi: MA CHE CAZZO DI PROBLEMI HO? PERCHE’ CAZZO DEVO FARE USO DI STA MERDA? COME FACCIO A USCIRMENE?
Sono delle domande a cui sto pazzamente cerando di dare una risposta, ho bisogno di tornare un uomo libero, lo voglio con tutto me stesso, ma non trovo la soluzione.
Non mi fido dei dottori, non vengo compreso né da amici né da familiari e non ho la forza di affrontare tutto da solo.
Spero di trovare in te un’ancora di salvataggio, una musa ispiratrice, perché d’altronde è risaputo che la fortuna di un uomo è un altro uomo.
Spero di sentirti presto
Grazie per la tua attenzione
Saluti
Lettera firmata

RISPOSTA
Buongiorno Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.
Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.
Veniamo a noi.

Qui sarai perfettamente compreso, e lo sai perché? Perché si parla la lingua della logica, della coerenza e dell’assoluta fiducia nella Natura e nelle incredibili capacità del corpo umano, che, non lo ripeterò mai abbastanza, nasce per stare in salute. Sempre.

La salute infatti la perdiamo solo ed esclusivamente a causa delle nostre disastrate e innaturali abitudini di vita, alimentari in primis.

Il tuo primo attacco di panico è stato semplicemente un segnale mandato dal tuo saggio organismo per avvertirti che qualcosa non stava funzionando, fosse a livello psicologico od organico.

E tu purtroppo, come sempre più persone, al posto di capire questo semplice concetto e cambiare quindi abitudini di vita, hai deciso di scegliere la via più veloce, quella della pillola assassina.

Ora devi considerarti un tossicodipendente a tutti gli effetti.

E i tossicodipendenti devono per prima cosa disintossicarsi dalla droga che li sta uccidendo, in questo caso il Citalopram.

Devi prepararti, sapendo che quando lo scalerai nuovamente, torneranno tutti i sintomi che hai descritto.

Il piano di battaglia è quindi questo.

Ai sensi dell’art. 32 della nostra Costituzione devi prendere in mano la tua salute.
Scalaggio lentissimo, del 10% al mese e virata decisa verso un’alimentazione vegana, crudista quanto basta, a ZERO glutine, ZERO zuccheri artificiali e a bassissimo tenore di grassi.
Quando le persone capiranno che la maggior parte dei disturbi psichiatrici (attacchi di panico inclusi) altro non sono che sintomi di un corpo fisicamente intossicato e privo di tutte le sostanze che gli servono per funzionare correttamente, ecco che finalmente l’umanità intera avrà fatto un grosso passo in avanti.
Ci sentiamo in privato.
Forza e coraggio
Pietro Bisanti

Per tutti: questo epocale lavoro informativo non chiede niente a nessuno. Viviamo di donazioni spontanee. Chiunque voglia aiutarci, può farlo attraverso le indicazioni che trovate in alto a destra. 
Per i nuovi lettori: scandagliate tutto il blog, in quanto è una miniera di informazioni disponibili gratuitamente per tutti.
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Siamo ora in grado di offrire un servizio di tutela legale, per chiunque si trovi tra le maglie della psichiatria o abbia subito da essa un danno.
Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.
In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO “PSICOLOGO DA LETTINO”, BENSI’ CON L’AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA “INCOLLARE” IL PAZIENTE A VITA.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.


GENITORI E PSICHIATRI A BRACCETTO: UNA FIGLIA COMPLETAMENTE ROVINATA

LETTERA


Perché sono finita nelle maglie della psichiatria? All’inizio soffrivo di disturbi alimentari, un’anoressia trasformatasi poi in bulimia che mi ha portato a un tentativo di suicidio, anzi a più tentativi dieci anni fa a seguito dei quali mi sono stati somministrati i primi farmaci antidepressivi, ansiolitici seguiti poi dai primi neurolettici che non hanno fatto nulla per le mie crisi. 

Una volta li ho assunti in dosi massicce e sono finita per 3 giorni in sala rianimazione! Comunque sul perché mi siano stati prescritti proprio dei neurolettici ho i miei dubbi. Mi sembra che dovevo entrare in un centro per i disturbi alimentari e mi fecero fare l’mmpi per vedere la mia idoneità a stare nel centro. 

In seguito a questo test di personalità a cui ho sbagliato a dare molte risposte mi hanno bollato come “paranoica”, cosa che non sono, rispedendomi al cim dove il medico ha approfondito la mia diagnosi prescrivendomi per la prima volta l’abilify dicendomi che quella pillola mi avrebbe fatto dormire. E così è stato. Da allora sono entrata come in un tunnel di ovatta dove primo mi è stato impossibile guarire dal disturbo che ho davvero, non la paranoia, e secondo mi sono state fatte delle terapie che hanno aggravato il mio stato di salute. 

Tutto per avere sbagliato un mmpi. Pensate che alcune frasi del test erano molto ambigue. Dicevano tipo “ho delle convinzioni che altre persone non hanno” e io ho messo che era così non pensando che intendessero paranoia ma pensando che intendessero libertà di pensiero. Questo solo per fare un esempio. 

Sette anni dopo la mia psichiatra vedendomi visibilmente migliorata prova a scalarmi l’invega che è stato il secondo farmaco che ho preso. All’improvviso mi sono sentita bene ed ho capito perché durante tutti quegli anni mi sono sentita sempre malata, sempre stanca, impossibilitata a leggere e a studiare e perché facevo sempre abbuffate cose che attribuivo appunto alla presunta malattia e non al medicinale che supponevo mi aiutasse. 

Pensa che ogni giorno non riuscivo a stare sveglia oltre alle cinque del pomeriggio e pur essendo tornata all’università grazie alla terapia non riuscivo a reggere i ritmi di studio perché appunto prendevo quella diavoleria dell’invega che i miei problemi non li ha mai risolti. Nel giro di pochi mesi però ai primi segni di risveglio chiamato accelerazione dalla mia psichiatra vengo bollata come bipolare e risbattuta in terapia con depakin e invega. 

Tutto perché la mia psichiatra mi aveva trovato in sala d’attesa a conversare con gli altri pazienti, cosa che prima non riuscivo più a fare e perché tornatami la memoria avevo confessato le avances di un suo collega nei miei confronti, che aveva continuato a rompermi le scatole su un sito internet, cosa a suo giudizio non possibile. 

Comunque quella sensazione di benessere provata alla dismissione dall’invega che tra l’altro mi ha sconquassato il sistema endocrino portandomi a galattorrea non l’ho più dimenticata. Adesso so che tutta la mia invalidità è solo dovuta a questi farmaci che devo prendere forzatamente e non a una malattia, alla paranoia che non è mai esistita nemmeno nell’anticamera del mio cervello. 

Senza farmaci sono in grado di lavorare e studiare cosa che con i farmaci mi è impossibile. Comunque a quel punto capisco tutto il trick psichiatrico dei farmaci per forza e senza fine e decido di scalarli stavolta per bene senza dir più nulla dei fatti miei alla mia psichiatra. Seguo i consigli di no-pazzia che recitava mai affrontare lo psichiatra ma schivarlo. Non dico nulla a nessuno e nel giro di un anno mi libero di tutti i farmaci che finiscono finalmente nel cesso. 

Sono stati i tre anni più belli della mia vita, emozioni, lavoro, uscite, una vita finalmente. Poi un giorno dico alla mia psichiatra che non voglio più andare da lei e che voglio cambiare medico cosa che lei accetta e non mi faccio più sentire. Sono finalmente libera!!! Tutto dopo la dismissione dei farmaci torna come prima di cominciare: abbuffate, da farmi alzare le transaminasi a mille, e in più nonostante tutto lavoro e esco. 

Non avendo la macchina a disposizione sono costretta a farmela a piedi, a prendere passaggi. Un giorno una mi offre un passaggio e le racconto un po’ di me in macchina. Devo esserle apparsa strana per una frase che dico “i miei genitori non mi capiscono” e il giorno dopo mentre faccio la stessa strada mi fermano i vigili chiamati da questa persona che mi costringono ad andare al centro di salute mentale dove mi minacciano di iniziare una terapia pena il tso. 

La terapia la inizio là e poi dopo due giorni la ributto nel cesso e ricomincio ad andare in giro a piedi da sola perché non ho la macchina. Nel frattempo perdo il lavoro in un modo assurdo cosa che mi destabilizza molto mentalmente. E’ stato a causa delle abbuffate che non mi permettevano di avere degli orari regolari. Se ti abbuffi la sera prima voglio vedere se il giorno dopo ti svegli per andare a lavoro! Così perdevo giorni, arrivavo tardi insomma un casino. 

Nonostante abbia perso il lavoro, continuo ad uscire a piedi da sola, prendendo pullman e passaggi cosa che preoccupa molto i miei genitori. Lo facevo perché una cosa che dicono gli psichiatri è uscire il più possibile che ti mantieni in buona salute. Insomma non sai a chi dare retta. Mi alzavo la mattina, uscivo, tornavo la sera per stare bene. Vedendomi sempre in giro da sola nel paesino chiamano di nuovo i vigili e mi riportano al centro salute mentale dove mi somministrano un depot di haldol che riesco a non fare il mese dopo, perché non mi costringono all’inizio. 

Non sono in terapia da nessuno e non mi cercano. Intanto sono rimasta traumatizzata dalle avances che questo collega della mia psichiatra mi aveva fatto e comincio a fantasticare che voglia farmi del male perché non lo denunci e gli faccia perdere il lavoro. Perché quella volta che mi hanno rimesso la terapia a seguito del mio racconto mi è sembrato che l’abbiano fatto molto per mettermi a tacere e che i medici vogliano uccidermi per non perdere il posto di lavoro, dato che avevo tentato di denunciare l’episodio.

Ma erano solo fantasie… una persona pazza non crede al primo pensiero che gli vola per la testa a differenza di una persona normale. Contemporaneamente acquisto un pc. La sera lo accendo, ci metto le mani su e comincio ad avvertire una nausea potente, scappo fuori che mi viene da vomitare e comincio a correre per la campagna. Quella sera mi faccio portare al pronto soccorso e da lì trascorro altri giorni al centro d’igiene mentale dove mi fanno solo dei calmanti. 

Ma quel trauma delle avances ricevute mi fa pensare che la nausea che mi è presa mettendo le mani sul pc sia dovuta a una punizione dei medici nei miei confronti. Ecco di queste fantasie non ho mai parlato al medico. Ne parlo con te perché so che a differenza loro non mi farai una fiala di haldol in tutta risposta. La verità sai che penso che quell’episodio di nausea sia stato dovuto alla fiala di haldol che stava terminando essendo l’haldol un forte antiemetico. Poi ovviamente ho cominciato a pensare che i medici avessero avuto ragione a bollarmi come paranoica e questo ha reso quelle fantasie più forti. 

Così ho smesso di uscire e mi sono chiusa in casa per paura che una cosa del genere potesse ricapitarmi. Infatti mi è ricapitato sono andata a comprare un paio di scarpe e ho dovuto gettarle vie dato che quando stavo portando la busta in macchina sentivo uno strano calore nelle mani, proprio scottavano a contatto con la plastica. Ora non so se queste strane reazioni sono dovute ai veleni che ho assunto. Fatto sta che da quando ho fatto la prima puntura forzata di haldol mi sono cominciati a venire quegli strani formicolii alle mani. 

Ovviamente quando l’ho raccontato ai miei genitori mi hanno dato della matta senza portarmi però dallo psichiatra. Il patatrack è avvenuto più tardi quando ho perso per la seconda volta il lavoro. Fra le mie fantasie ce n’era una che dato che ero stata oggetto di attenzioni da parte di questo collega mi avessero messo internet sotto controllo. Ovviamente non ho fatto parola della cosa con nessuno.. ma una mattina nel dubbio uscii di casa e staccai i fili di internet e del telefono, fra le chiamate al call center me ne arrivò una minatoria che diceva :”riattacca i fili del telefono e di internet che i tuoi genitori sono anziani”. 

Tanto che mi spaventai che cominciai a pensare che le mie fantasie fossero non solo delle supposizioni. A casa minacciai i miei genitori di levare internet e telefono e al loro rifiuto una sera sono salita in soffitta e ho tagliato i fili di internet. Da allora hanno chiamato lo psichiatra in casa. Mi sono barricata, ma sotto minaccia di tso ho aperto la porta e da allora è da un anno che faccio medicine. Ho fatto tante altre cose da spingere i miei genitori a chiamare lo psichiatra. 

In pratica dopo la prima iniezione sono riuscita a convincere lo psichiatra a non farmene più, ma come al solito terminata la puntura sono ricomparsi i soliti spaventosi sintomi fisici. Una mattina mi sono seduta in macchina e mi formicolava tutta la schiena dove avevo fatto la siringa. Allora ormai convinta che le mie fantasie fossero vere ho gettato una secchiata d’acqua in macchina pensando che ci fosse del veleno. Allora le siringhe non me le hanno risparmiate più. I miei genitori pensano di farmi del bene facendomele, ma io praticamente non vivo più. 

Non ho più memoria, dormo la notte, la mattina e il pomeriggio. In pratica sto sveglia solo di sera. Non ho più speranza di riprendere l’università che ho lasciato perché non riesco a studiare sotto farmaci.I miei genitori sono del tutto ignoranti riguardo alle medicine tanto da pensare che quei sintomi fisici fossero segno di malattia, e in più credono di farmi un bene facendomele prendere. Sono diventati amici dello psichiatra che viene a farmi le punture a casa, cioè se non mi presento al centro viene lo psichiatra a casa con l’infermiere e mi fanno la puntura. 

Non posso barricarmi più che mi hanno tolto tutte le chiavi di casa, non posso andarmene che vengono un altro giorno, non posso farmele togliere. In pratica sono condannata a vita. Ultimamente ho provato a dire allo psichiatra di togliermele perché fanno male e lui mi ha risposto che non è vero che i neurolettici causano morte precoce e che anzi la popolazione psichiatrica ha vita più lunga perché i neurolettici causano una maggiore ramificazione dei neuroni. Cose assurde. Io non voglio essere condannata a vita dagli errori di questi medici che mi hanno fatto solo male. Non voglio prendere queste droghe. Che devo fare? 

Mi hanno tolto praticamente tutto. Avevo lo studio e non posso studiare. Avevo un lavoro e me l’hanno tolto chi sa per quali oscure ragioni. Avevo la salute e non ho nemmeno più quella. Mi tremano le gambe ad ogni emozione adesso che faccio l’haldol. Tremano anche adesso. Non ne posso davvero più. Ma io non voglio più prendere farmaci. Ci deve essere un modo. Ultimamente dopo l’ultima siringa c’è stato un grosso scoppio di rabbia in casa. Ho rotto mobili, zanzariere. 

Non vorrei fare così, ma proprio non so più che fare per farmi togliere queste medicine;  ancora una volta non hanno detto che sono i farmaci bensì la malattia che mi fa comportare così. Ecco tutto. Per questi motivi sono rifinita dallo psichiatra. Non voglio più prendere i farmaci e nella situazione in cui sono è improbabile che ne uscirò. Solo se mi poteste offrire supporto legale potrei fare qualcosa. Ma nemmeno perché i miei genitori sono amici dello psichiatra. Ho anche provato a cambiare psichiatra ma quest’ultimo mi ha detto che sono sotto un servizio pubblico obbligatorio, che faccio terapia in forma obbligatoria sotto controllo dei miei e che non mi può prendere in cura. 

Non so se questa cosa è un trattamento sanitario obbligatorio oppure è solo una scemenza. Avrei anche pensato di registrare lo psichiatra quando dice palle sulla terapia ma non so se potrebbe funzionare…. al tempo stesso sto lottando per andare in un centro per i disturbi alimentari a curare quello che ho davvero, ma i medici sono molto scettici: dicono che sarebbe inutile e che i neurolettici dovrebbero regolarmi anche con l’alimentazione, altra grossa scemenza dato che portano abbuffate compulsive. 

Ma io sono convinta che levando di mezzo i neurolettici, andando in questo benedetto centro per i disturbi alimentari sarei finalmente libera di riprendere la mia vita, appunto perché mangiando bene, non farei più tardi a lavoro, riuscirei a studiare, ecc ecc. è tutto un ciclo. Ecco perché penso che mangiare bene sarebbe fondamentale, perché effettivamente se stai bene, in forma col corpo, anche mentalmente diventi più lucido e riesci a fare cose che prima non facevi e facendo cose che prima non facevi la mente sta lontana dalle seghe mentali inutili che poi vai a vedere te le hanno messe in testa stesso gli psichiatri. Ciao Pietro.

Lettera firmata


RISPOSTA
Buongiorno Anonima,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.
Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.
Veniamo a noi.

È difficile trattenere la rabbia davanti a tanta ignoranza e devastazione.

Sarebbe bastato migliorare l’alimentazione, rafforzare quindi il suo corpo fisico, per poi affrontare veramente il suo problema, andando a sradicarne le cause utilizzando semplicemente una cosa: l’amore.

Invece viviamo in un mondo di merda, dove questa gentaglia, con l'”aiuto” di genitori ignoranti, può legalmente rovinare un essere umano.

Ci sentiamo in privato

Forza e coraggio
Pietro Bisanti

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Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.
In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

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DA UNA STORIA D’AMORE FINITA MALE A TONNELLATE DI FARMACI: UMANITA’, SVEGLIATI!

LETTERA

Salve, mi chiamo ***** e ho **** anni. Cercherò di spiegare un po’ la storia e la causa di questa situazione odierna.

Allora c’è da dire che quando avevo 2 anni mia mamma cadde in depressione psicotica ect per vari motivi familiari (quindi anche lei ne ha passate di tutti i colori tra farmaci dottori e via dicendo) quindi io sono cresciuto senza una mamma presente ma assente per via della sua depressione, e con un padre un po’ (forse per la situazione in casa) severo in modo sbagliato e sono stato cresciuto viziato  ect  con delle sorelle che mi hanno coccolato e seguito .. quindi non ho avuto una guida stabile e solida .. insicuro ect…

a **** anni entro in una comunità rieducativa  per adolescenti (facevo uso di sostanze in passato)  in comunità non prendevo nessun psicofarmaco.
Uscito da lì dopo 2 anni e mezzo ero un gioiellino, orgoglioso del mio recupero ect

Infatti trovai una ragazza, L. (scrivo solo l’iniziale del nome :L) siamo stati quasi due anni insieme.
Dopo la rottura, soffrii tanto, tra lacrime, confusione, rabbia ect e cosi caddi in depressione, non dormivo ect..

Il medico di famiglia mi manda da un psichiatra privato (un suo amico) dicendomi che mi risolveva ogni problema.
Bhè in 10 minuti mi diagnostica la fobia sociale, ricordo però che non riuscivo a parlare perché piangevo per via della mia ex (la fobia sociale ci sta anche) quindi mi prescrive il cymbalta, trilafon e xanax li presi tra la fine del 2009 e la fine del 2010.

“con lo xanax tentai il suicidio ingoiandone parecchie” ..

Nel giro di un paio di mesi mi risollevai un po’, quindi tento di riconquistare la mia ex ma con riscontro negativo.

Quindi nel giro di un anno, senza rendermene conto diventai ossessivo, aggressivo e pericoloso, adrenalinico, spiritato ect.. facevo cose che non ero consapevole della gravità perdendo la poca vita sociale che avevo, amici, autostima ect
.. quindi per fermarmi sono intervenuti i carabinieri mandandomi da altri psichiatri locali della asl del mio paese togliendomi prima di botto i farmaci che prendevo causandomi sollevamenti di umore e sub eccitamenti maniacali ect.. poi dandomi altri farmaci  come il risperdal, depakin e una puntura al mese di haldol per tre mesi.

Quindi con il risperdal, depakin e haldol ero diventato una specie di zombi e robot chiuso in casa senza emozioni ect .. quindi passai più di un anno più depresso di prima accorgendomi che avevo perso gli amici che avevo e l’autostima.
Decisi di togliermi il risperdal e il depakin ma dopo uno o 2 mi riviene una crisi brutta, angoscia, sensazioni strane ect, mi ricoverano come TSO aprile 2012 e lì dentro ho preso vari farmaci uscendone dalla struttura (struttura fuori legge oltretutto) con la clozapina, questi anni la clozapina l’ho scalata per via del lavoro che poi non ho più .. questa estate mi riviene un altro tipo di crisi dovuta allo scalaggio e facendo un po’ orari sregolati .. .quindi mi hanno di nuovo aumentato la dose .
..
ps: mi ritrovo spento, disorientato, incazzato, vorrei la felicità dentro, ho difficoltà a relazionarmi ect.

per i medici ho un disturbo bipolare, tento di andare molto sù con l’umore .. da 5 anni a questa parte qualcosa è cambiato , ma c’è qualcosa che non torna .. non mi torna il fatto che il mio stato d’animo è sempre così e da quando prendo ste cose sembra che i problemi sono aumentati.

Lettera firmata

RISPOSTA
Buongiorno Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.
Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.
Veniamo a noi.

Mi scuso in anticipo se sarò duro, anzi durissimo con lei, ma tutto quello che le dirò è semplicemente a fin di bene.

Smettiamola di dare sempre la colpa agli altri.

Indipendentemente da tutto, il suo problema principale è stato l’uso di sostanze stupefacenti, che, assieme sicuramente a una pessima alimentazione, hanno distrutto la sua salute mentale.

Non mi stancherò mai di dire quanto il principale SBALLO sia la LUCIDITA’: senza di essa non potremo mai capire quanto meravigliosa sia la vita.

Il suo fisico indebolito ha quindi ricevuto il colpo di grazia quando la sua relazione è finita.

Invece quindi di passare attraverso una normale fase di metabolizzazione (e le posso garantire che un corpo fisico sano e ben alimentato NON può cadere in depressioni invalidanti a seguito di una storia d’amore finita male), è stata fatta la cosa peggiore che si potesse fare, e cioè quella di imbottirla di chimica demoniaca.

Sono un ricercatore indipendente per tutto ciò che riguarda la salute mentale da più di 14 anni, ma non riesco a smettere di meravigliarmi davanti a storie come la sua.

Questi spocchiosi, arroganti, impreparati e inumani psichiatri che non capiscono un accidenti di come funzioni il corpo umano, e di come non si guarisca a furia di pastiglie, compresse e siringoni.

Questa situazione mi ricorda, per certi versi, i consumatori di cocaina con cui mi ritrovo puntualmente a che fare: non riescono, mai e poi mai, a rassegnarsi alla fine di una storia, diventando violenti e aggressivi.

Ora, andando avanti così, non farà altro che vivere una non-vita che la porterà nel baratro più profondo.

Piano di battaglia.

Prendere, ai sensi dell’art. 32 della nostra Costituzione, la salute nelle proprie mani.

Scalaggio del 10% al mese, un farmaco alla volta, secondo delle collaudate linee guida internazionali.

Abbracciare senza riserve ma gradualmente un’alimentazione vegana, crudista quanto basta, a ZERO glutine a basso tenore di grassi.

È il suo corpo FISICO a essere distrutto, e come tale come può funzionare bene la sua mente?

Capito questo concetto, si può finalmente fare un passo avanti.

Ci sentiamo in privato.

Forza e coraggio
Pietro Bisanti


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Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.
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LAMICTAL E RIDUZIONE DELLA DIMENSIONE DEI GENITALI

LETTERA

Gent.le sig. Bisanti,
le chiedo scusa se la disturbo nuovamente, so che lei è subissato di mail che le chiedono consigli e aiuto.
Io nella mia prima mail avevo dimenticato di parlarle di un’altra questione sempre inerente all’assunzione di quel maledetto Lamictal.

Le volevo chiedere se lei ha mai ricevuto mail riguardanti anomalie sull’apparato genitale dopo l’assunzione di questi farmaci. Di solito si parla sempre di effetti che riguardano il calo della libido, o impotenza. Io invece ho notato problemi ai miei genitali in stato di riposo, cioè vasocostrizione, genitali ritirati durante il giorno, sino ad avvertire una riduzione delle dimensioni soprattutto a riposo. 

Gli uro-andrologi mi hanno diagnosticato un severo stato di iper tono adrenergico, ovviamente mi hanno prescritto dei farmaci il Cialis da 5 mg ogni 2 o 3 giorni, o il Trental 400 mg, per “ripristinare la normalità dell’organo” così mi hanno detto…

Lei ha mai ricevuto mail con una problematica simile? C’è un consiglio che posso seguire per non avere più questo problema, a parte la graduale sospensione del lamictal..
E’ una questione importante, perché il fastidio che provo è quasi invalidante, perché ho difficoltà a muovermi liberamente..
Spero di ricevere una sua risposta, le rinnovo le mie scuse per il disturbo..
distinti saluti,

Lettera firmata


RISPOSTA
Buongiorno Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.
Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.
Veniamo a noi.

Questi “luminari” non sanno più che pesci pigliare…

Prima la distruggono con il Lamictal, e poi, per “arginare” i danni, le prescrivono ulteriori veleni…

È così difficile comprendere che la medicina allopatica non fa altro che sopprimere i sintomi, senza mai e poi mai arrivare alla causa del problema?

Tutto quello che le sta accadendo, nella sua tragicità, è perfettamente normale.

Il Lamictal, disturbando pesantemente la normale produzione ormonale, è riuscito ad incidere anche sulle dimensioni a riposo del suo apparato genitale.

Il corpo è un tutt’uno non dimentichiamolo mai.

Stia lontano come la peste da altri farmaci, che non faranno altro che aggravare il carico tossico generale.

Prenda una decisione: o sta dalla parte della medicina allopatica, e quindi segue tutti i suoi dettami; oppure si affida alla cura-della-non-cura, e cioè si affida al più potente medico gratuito, e cioè al suo sistema immunitario.

Lei pensa che qualcuno possa capire cosa stia succedendo all’interno del suo corpo?

Quindi, scalaggio del 10% al mese e virata decisa ma graduale verso un’alimentazione vegana, crudista quanto basta, a ZERO glutine e a bassissimo tenore di grassi.

Ci sentiamo in privato.

Forza e coraggio
Pietro Bisanti


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Siamo ora in grado di offrire un servizio di tutela legale, per chiunque si trovi tra le maglie della psichiatria o abbia subito da essa un danno.
Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.
In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO “PSICOLOGO DA LETTINO”, BENSI’ CON L’AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA “INCOLLARE” IL PAZIENTE A VITA.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.

progetto salvadanaio

Un aiuto concreto alle persone in difficoltà

Per informazioni vai alla pagina SALVADANAIO