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DEPRESSIONE E ATTACCHI DI PANICO: ABBIAMO VERAMENTE BISOGNO DELLO PSICOLOGO?

LETTERA

Buongiorno, essendomi imbattuto recentemente sul suo forum ho sentito la necessità di chiederle una breve consulenza. Da diversi anni, in seguito a diversi attacchi di panico, soffro di ansia generalizzata e depressione..avrei bisogno di uno psicoterapeuta, ma ho paura di iniziare un percorso senza fine, considerato che la maggior parte di essi tende, come diceva lei, a tenere incollati i propri pazienti. 

Le chiedo, pertanto, qualche eventuale contatto che mi possa essere di aiuto..faccio presente che abito in Sardegna, nel comune di Oristano.

La  ringrazio per l’attenzione e l’aiuto che vorrà offrirmi!

Lettera firmata


RISPOSTA
Buongiorno Anonimo,

e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.
Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.
Veniamo a noi.

Siamo veramente sicuri che tutte le problematiche che si manifestano con sintomi di natura psicologica/psichiatrica ABBIANO IN EFFETTI UNA BASE TRAUMATICA?

La mia esperienza ormai quindicinale in materia mi fa propendere verso un secco NO, anzi, dirò di più, più vado avanti e più mi accorgo di come la componente emozionale sia sì da considerarsi corresponsabile ma in misura non così preponderante come si è da sempre soliti fare.

In pratica, la mente collassa perché il CORPO FISICO, soprattutto a causa dei nostri orripilanti stili di vita (alimentare in primis), non riesce a mantenere l’equilibrio interno relativo all’espulsione delle tossine giornalmente prodotte.

In pratica il nostro cervello annega nella nostra stessa spazzatura interna e noi diamo la colpa alla sculacciata che ho preso nel culo da piccolo e che dovrei elaborare con chissà quante costosissime sedute di psicoterapia.

Questo NON significa demonizzare la figura professionale dello psicologo ma bisogna trovare in primis una persona PROPOSITIVA, che non faccia RIMUGINARE IL PASSATO ma che GUARDI AVANTI; in secundis, bisogna attuare percorsi BREVI da LUCIDI (e per lucidi intendo NON sotto terapia psicofarmacologica o imbottiti di cibi sbagliati).

Se sono depresso a causa del glutine posso fare tutte le sedute del mondo ma NON GUARIRO’ MAI.

Mente e corpo sono interconnessi come non mai.

Quindi, nel suo caso ma come in tutti, PRIMA SI SISTEMA IL CORPO FISICO attraverso uno stile di vita soprattutto alimentare perfetto, poi si potrà decidere, se lo si riterrà ancora opportuno, di farsi dare una mano da qualcuno di serio, che sappia motivare e non affossare, guardare in avanti e non rimuginare.

Avanti così

Pietro Eupremio Maria Bisanti

Per tutti: questo epocale lavoro informativo non chiede niente a nessuno. Viviamo di donazioni spontanee. Chiunque voglia aiutarci, può farlo attraverso le indicazioni che trovate in alto a destra.

Per i nuovi lettori: scandagliate tutto il blog, in quanto è una miniera di informazioni disponibili gratuitamente per tutti.
Per tutti: chiunque abbia subito un danno personale o di un suo congiunto/amici, può mandare la propria storia a pietrobisantiblog@gmail.com
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Per tutti: con la funzione “ricerca google” in alto a destra, potete inserire delle parole da ricercare (ad esempio “psicofarmaci e suicidio”, “prozac” etc…) in modo tale che vengano ricercati gli articoli relativi all’argomento desiderato.
Per tutti: mi trovate su “FACEBOOK” con il mio nome Pietro Bisanti
ATTENZIONE! RISPONDO A TUTTI. PURTROPPO STO RICEVENDO PIU’ EMAIL DI QUANTE NON NE RIESCA AD EVADERE. CHIUNQUE ABBIA URGENZA E’ PREGATO DI SEGNALARLO
ATTENZIONE! È NATO IL FORUM DEL BLOG “ALIMENTAZIONE E SALUTE”. LO TROVATE IN ALTO A DESTRA. ISCRIVETEVI IN MODO TALE DA CREARE FINALMENTE UN LUOGO OVE IL DIBATTITO ANTIPSICHIATRICO NON SIA CENSURATO.
Siamo ora in grado di offrire un servizio di tutela legale, per chiunque si trovi tra le maglie della psichiatria o abbia subito da essa un danno.
Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.
In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.
SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO “PSICOLOGO DA LETTINO”, BENSI’ CON L’AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA “INCOLLARE” IL PAZIENTE A VITA.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.



DA ASPIRANTE MODELLO A LARVA UMANA, CON AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO E PENSIONE DI INVALIDITA’: GRAZIE DI TUTTO CUORE XEPLION

LETTERA

Ciao a tutti, ho scoperto il Blog solo adesso e spero con tutto il cuore che sia ancora attivo. Io ho avuto la stessa esperienza a riguardo….tso in cui mi hanno massacrato e mi è successo più di una volta, poi mi hanno costretto ad andare al csm dove mi fanno una puntura di xeplion al mese : una cosa pesantissima, sono svogliato, pesante, sono ingrassato, dormo tanto, insomma uno schifo. Sono ingrassato 7 chili e sono pesante. E pensare che potevo fare il modello ! Ora è dura e per di più quei maledetti mi hanno fatto prendere l’invalidità, mi hanno messo un avvocato di sostegno che è dalla parte degli psichiatri. Un vicolo cieco. Mi potreste dire a chi mi dovrei rivolgere per uscire da tutto questo, da quest’incubo ? Sono un bel ragazzo e mi sto rovinando, è uno scempio. Vi prego. Mi chiamo *******, vi prego, chi può farmi uscire da tutto questo mi contatti, vi scrivo la mia email : ********* o potete contattarmi su Facebook. E per di piu’ la mia famiglia è dalla parte degli psichiatri, è una faccenda molto delicata…. 




RISPOSTA

Buongiorno Anonimo,

e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.
Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.
Veniamo a noi.

Qui si trova sul blog di un igienista, che ritiene che la salute non si ottenga a suon di bombardamenti chimici bensì attraverso la conformazione alle esigenze alimentari/emozionali/fisiche/spirituali del corpo umano.

Non conosco la sua storia personale ma non ho alcun dubbio che il colpo di grazia glielo abbia dato proprio quello che lo psichiatra che l’ha in carico avrà sicuramente apostrofato come “cura”.

Lo Xeplion è e rimane una sostanza chimica al 100% e chiunque utilizzi anche solo lontanamente la logica non può non capire come 500.000.000 di neuroni certo non si “sistemano” a suon di molecole estranee alla biochimica del corpo umano.

Mi meraviglio inoltre, per usare un eufemismo, di come le persone che l’hanno intorno (amministratore di sostegno, familiari, psichiatra) possano pensare che lei stia migliorando quando in realtà, come lei dice, è stato trasformato in una larva umana.

Le ripeto, non ho la benché minima idea di come lei sia entrato nel circuito psicofarmaci-amministrazione di sostegno-pensione di invalidità (ed è possibile che lei, magari utilizzando cannabis o altri stupefacenti, si sia VOLONTARIAMENTE rovinato la salute mentale) ma indipendentemente da tutto NESSUNO ha il diritto di rovinarla ulteriormente.

Nel corso di tutti questi anni in cui mi occupo di ricerca indipendente ho visto applicare la procedura dell’amministrazione di sostegno a volte correttamente a volte in maniera forzata, così come per le pensioni di invalidità, spesso date persino quando rifiutate dall’interessato.

Ogni situazione è a sé.

Il sistema nel suo complesso è completamente sbagliato perché non porta alla guarigione di nessuno bensì alla cronicizzazione del tutto.

Cosa farei nel suo caso?

1) Richiesta di passaggio da terapia depot a terapia orale

2) Istanza al Giudice Tutelare in cui spiega per filo e per segno il peggioramento avuto utilizzando il farmaco attuale, chiedendo quindi di valutare delle alternative

3) Appoggio a psichiatra privato che la coadiuvi nella lenta dismissione dei farmaci

4) Cambio TOTALE dello stile di vita, a cominciare dal fumo, fino ad arrivare a una alimentazione impeccabile

5) Dopo almeno due anni di impeccabile percorso disintossicativo, si potrà chiedere la revoca dell’amministrazione di sostegno e della pensione di invalidità.

Questo si potrebbe fare se vivessimo in un mondo giusto e a misura d’uomo, mentre purtroppo lei è incatenato in un sistema malato che preferisce sedare piuttosto che aiutare.

Ci sono cliniche svizzere dove affrontano i problemi mentali con l’alimentazione. Solo chi non vuole vedere oltre il proprio naso può continuare ad avere cieca fede nella chimica e non nella capacità autoguaritiva di un corpo trattato come si deve.

Non le dico che sia impossibile attuare quanto sopra descritto ma la prima cosa da fare sarebbe quella di creare un cordone di sicurezza attraverso la presenza della sua famiglia, che come mi dice è “pro-psichiatria” (e anche qui bisognerebbe vedere perché… la sua storia personale… e magari quanto ha “rotto loro le palle”).

Una volta ottenuto l’aiuto della sua famiglia, attraverso un buon avvocato e un buon psichiatria privato si possono muovere i primi passi.

Tenga conto che la dismissione dei farmaci NON è una passeggiata e ci vogliono grande costanza, coerenza e forza di volontà per cambiare alimentazione e mettersi alle spalle le cattive abitudini di vita.

Rifletta.

Pietro Eupremio Maria Bisanti

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In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.
SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO “PSICOLOGO DA LETTINO”, BENSI’ CON L’AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA “INCOLLARE” IL PAZIENTE A VITA.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.



SI SCHIANTA CONTROMANO IN AUTOSTRADA CON LA MOTO: SONO TUTTI SEMPRE IN “CURA”

Schianto sull’A3: il lungo addio a Tullio, ridotto a brandelli dopo il contromano in autostrada

Si chiamava Tullio Verdoliva il 39enne di Castellammare di Stabia, che si è schiantato mercoledì sera contro un’auto, dopo avere percorso alcuni metri contromano in autostrada sull’A3. Lunga l’attività di indagine con la Polizia Stradale è riuscita a dare un nome dopo quasi 24 ore. La moto su cui viaggiava era infatti rubata, e l’uomo era senza documenti.

Verdoliva, tuttavia, pur avendo piccoli precedenti per furto, rapina, estorsione e aggressione a vigili urbani e carabinieri non aveva rubato quel mezzo per “profitto”, bensì con l’intento di suicidarsi. Aveva già provato a farlo precedentemente con un motorino di sua proprietà. Secondo quanto appreso il 39enne era in cura proprio per problemi legati alla depressione.

FONTE WWW.ILFATTOVESUVIANO.IT


COMMENTO

Ecco le “ideazioni suicidiarie” che sono persino CONTEMPLATE NEL BUGIARDINO degli antidepressivi SSRI-SNRI.

Ma come per i vaccini, ormai si nega l’evidenza perché la “scienza” è scienza.

Riflettete

Pietro Eupremio Maria Bisanti

“PIETRO BISANTI NON HO POTUTO LEGGERE IL TUO LIBRO MA SUGLI PSICOFARMACI HAI DAVVERO, DAVVERO RAGIONE”

COMMENTO ALLA CHAT DI FACEBOOK SOTTO INDICATA

Non riporto certo questo scambio di messaggi per mio vanto personale, ma per far capire quanto io creda fermamente in quello che faccio.

Acquistare il mio libro significa fare tesoro di una visione diversa della salute, degli psicofarmaci e del corpo umano in generale, facendo le proprie valutazioni personali per poi DECIDERE AUTONOMAMENTE.

I proventi del libro permettono a tutto questo meraviglioso servizio informativo e di assistenza pratica e legale di funzionare al meglio.

Questo non significa che i soldi debbano essere una barriera.

Chiedere la mia opinione NON COSTA NULLA, così come non costa nulla il libro PER CHI NON PUO’ PERMETTERSELO VERAMENTE.

Chiunque sia in gravi difficoltà economiche, può richiederne una copia gratuita a pietrobisantiblog@gmail.com, NON PRIMA DI AVER SMESSO DI BUTTARE SOLDI IN SIGARETTE E VIDEOPOKER.

Il libro è gratis per chi NON può acquistarlo.

I paraculi non sono bene accetti.

Avanti così

Pietro Eupremio Maria Bisanti



Non ho potuto leggere il tuo libro,ma sento il bisogno di dirti che hai davvero davvero ragione x quanto riguarda gli psicofarmaci.
Soffro di un severissimo disturbo da attacchi di panico,da 22 anni,agorafobia e un paio di altre cosette inutili.
Ho fatto uso di psicofarmaci x anni,le ho provate tutte….niente mi ha guarito,più di sei mesi fa’ho tolto l ultimo di cui abusavo,il lexotan .
Avevo attacchi continui ,per giorni e giorni,tachicardia sempre,confusione mentale,insomma ,stavo una schifezza.
Ho tolto tutto ,senza scalare…..non sono guarita,ma sono NOTEVOLMENTE migliorata,ho moltissimi attacchi in MENO.Rimangono le mie difficoltà che purtroppo non si confanno ai ritmi della società,ma io vado ai miei e me ne frego,pian pianino,ma faccio tutto 😊 quel che serve

Scusa il lungo messaggio,ma….mi ritrovo in quel che dici e volevo condividere la mia esperienza

Grazie mille della tua importante testimonianza

e invece

leggere il libro sarebbe fondamentale

perché con gli aggiustamenti descritti

torneresti ad essere al top

come meriti
Il mio è solo un problema economico ,x non averlo letto,ma arrivo,pian piano arrivo 😊 m interessa tantissimo
😱 oddio grazie,mi son commossa,grazie 😊 gentilissimo
i soldi non saranno mai una barriera per il mio messaggio
Sono senza parole ,davvero,grazie ancora
un abbraccio

legga

e faccia il salto

Si 😊 ci proverò

NESSUNO OSI PIU’ DIRE CHE LA CANNABIS POSSA ANCHE SOLO LONTANAMENTE “FARE BENE”. LEGGETE LA STORIA DI QUESTO RAGAZZO E RIFLETTETE

LETTERA

Buonasera,

le scrivo per capire..voglio essere sincera con lei: ho affidato mio figlio agli psichiatri, assistenti sociali, reparti psichiatrici, neuropsichiatra, comunità terapeutiche…adesso ha 17 anni, 18 anni li fa a novembre, *****, questo il suo nome, ha incominciato a fumare cannabis quando aveva 13 anni.

Appena ne sono venuta a conoscenza, mi sono allarmata per diversi motivi. In breve tempo ha incominciato ad avere atteggiamenti diversi, bigiava la scuola, chiedeva soldi sempre con più prepotenza, spesso era aggressivo.

Ha da sempre avuto un ottimo rapporto con i suoi insegnanti, andava benissimo a scuola.. tutto precipita e io da mamma sola mi rivolgo agli assistenti sociali, incontri su incontri, ***** era nel suo mondo..taciturno, cupo..andava in giro con il viso sempre coperto. Solo gli occhi si vedevano e le cuffie sempre alle orecchie.

Viviamo a *****, in provincia di *****, quartiere popolare, ma siamo puliti, nonostante quello che ci circonda non è facile. Nessuna denuncia né arresti mai nella mia famiglia d’origine. Mai provato droghe, ma il papà di ***** sì.

Non se ne è mai occupato, **** non è mai stato con suo padre, il mio ex marito, e so che questo per mio figlio è un gran dolore, che è venuto fuori nell’adolescenza parlandone con me.                 

Quando probabilmente ha avvertito che non riusciva più a reggere tutto e dopo aver fatto a pugni con un suo amico, ***** ha avuto la sua prima crisi psicotica.non so se il pugno che ha preso in pieno viso c’entri qualcosa, ma già dalla mattina dopo eravamo insieme a **** e la sua mente era estraniata dal suo corpo.

Ricordo benissimo quel giorno…da lì niente è più stato come prima. **** sentiva che le persone che gli camminavano vicino, offenderlo, sputargli addosso..ma non era così. Guardava la TV ma vedeva altro, i buchi nei muri..crisi di panico, ansia, il continuo “fumare”per automedicarsi ..ero un giorno sì e uno no in caserma per farmi aiutare.

Fin quando un carabiniere, assistendo ai deliri di Mattia dopo averli chiamati, fa di tutto per portarlo al pronto soccorso, TSO….è stato contenuto mio figlio, aveva 15 anni. Non lo riconoscevo più.

Nonostante gli psicofarmaci, adesso è un anno che è lucido, da qualche mese è presente mentalmente, ma sente le voci, l’aggressività è andata via da maggio totalmente. E’ in comunità ad *****, conta i giorni per ritornare a casa, così ha vissuto mio figlio questi due anni di comunità.

Da ragazzo in gamba a scuola si è ridotto ad andare tre volte alla settimana con l’educatore, senza gli altri alunni a scuola. *****, l’educatore e la professoressa. Sembra dai sintomi sia schizofrenia. Non lo hanno ancora certificato, e io non voglio segnarlo a vita…mi scuso se non sono sembrata chiara nello scrivere e la ringrazio nonostante i miei dubbi e la mia ignoranza, ho la necessità di capire di più, di sapere il suo parere, di essere aiutata. La saluto e la ringrazio 

Lettera firmata


RISPOSTA
Buongiorno Anonima,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.
Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi.
14 anni di studi indipendenti ma soprattutto sette anni di analisi di esperienze di vita reale mi hanno fatto capire una cosa: difficilmente il cervello umano “impazzisce” a seguito di traumi di natura psicologica e ancora più difficilmente se si tratta di un cervello facente parte di un corpo sano e ben alimentato.
Questo NON significa ESCLUDERE l’importanza ENORME che l’aspetto emozionale ha in ognuno di noi, a cui do la stessa valenza di una alimentazione corretta, bensì comprendere quanto questi due fattori debbano lavorare IN SINERGIA: uno non può prescindere dall’altro.
Ho visto infatti persone SENZA UN PROBLEMA cadere in stati depressivi o schizofrenici gravissimi solo ed esclusivamente in relazione a uno stile di vita ed alimentare contro natura.
In pratica il vedere il bicchiere “mezzo pieno o mezzo vuoto” ha anche direttamente a che fare con quanta energia interna abbiamo; energia che arriva direttamente da cosa mettiamo in bocca e dalle nostre abitudini di vita.
Suo figlio sicuramente ha cercato nella cannabis un “sollievo” per la sua situazione familiare ma le posso garantire che ho visto ragazzi/e con NESSUN TIPO DI PROBLEMA spinellarsi per il solo gusto di farlo. 
Parliamoci CHIARO. Se fumare uno spinello NON fosse piacevole non lo farebbe nessuno.
Un obeso, parimenti, certo non si ingozza di sterco di elefante, bensì di tutto quello che APPARE buono al palato.
Ma si tratta, in entrambi i casi, di FINZIONE, di PIACERI EFFIMERI, di STIMOLAZIONI NERVOSE che DANNO PIACERE SEMPLICEMENTE A CAUSA DI UNA IPERSTIMOLAZIONE che PRESTO O TARDI PORTA IL CONTO DA PAGARE.
Parliamo ancora CHIARO. Il VERO BENESSERE è quello dato dall’energia e dal buon umore che una persona alimentata correttamente ed in pace con se stessa e con il mondo ha APPENA SVEGLIA AL MATTINO e non le inutili e finte iniezioni artificiali di energia date dalle droghe, dai cibi incompatibili e dagli alimenti tossici come caffè o bibite energetiche.
Le sembrerà “strano” ma il problema di suo figlio ora è la sua intossicazione interna, aumentata dai farmaci stroncasintomo che danno UNA PARVENZA DI NORMALITA’ mentre in realtà continuano a fare danni all’interno enormi, distruggendo piano piano la biochimica cerebrale.
Fatto sta che suo figlio ora viene trattato come un lobotomizzato sociale, accompagnato come un disabile, mentre alla sua età dovrebbe prendere l’aereo e farsi un bel viaggio per i fatti suoi.
Questo è quello che volete lei e suo figlio? Un futuro di limiti e sopravvivenza?
La soluzione è molto più facile di quello che crede.
Ribadisco, a scanso di equivoci, che NON do pareri medici. Dico con chiarezza quello che farei io se mi trovassi nella stessa situazione.
Suo figlio deve semplicemente eliminare il carico tossico che introduce da anni permettendo al suo corpo, attraverso uno stile di vita corretto soprattutto alimentare, di fare quello che sa fare meglio e cioè autoguarirsi.
Chiunque le dica che un qualunque rimedio sia esso allopatico/omeopatico/fitoterapico/religioso/spirituale possa guarire suo figlio è un fesso o è in malafede.
500.000.000 di neuroni non si aggiustano con una compressa bensì’ lasciando fare all’unica entità che sa cosa deve essere fatto: IL SISTEMA IMMUNITARIO DI OGNUNO DI NOI, IL NOSTRO DIRETTORE D’ORCHESTRA, IL NOSTRO BANCO REGIA.
Scalaggio graduale dei farmaci, via le sigarette che suo figlio consumerà sicuramente come un dannato, lontano dalle canne anni luce e cambio graduale verso un’alimentazione vegana, crudista quanto basta, a ZERO GLUTINE e a bassissimi livelli di grasso.
Quanto tempo ci vorrà? Chi se ne fotte. Ci vorrà il tempo che ci vorrà, ma è a mio umile parere l’unica strada che abbia un senso logico.
“Cibi puliti-pensieri puliti”, questo è il binomio che ho creato.
Suo figlio girava con lo sguardo da serial killer e con le cuffie nelle orecchie perché il suo cervello è pieno di merda, non per i problemi a casa. 
Nella mia più che ventennale carriera come operatore delle forze di polizia NON ho incontrato UNA sola persona psichiatrizzata che trattasse il proprio corpo, a partire dall’alimentazione, in maniera corretta.
Basti pensare alla quantità mostruosa di sigarette che si permette vengano fumate nei reparti psichiatrici…
Se fossi ricoverato in Cardiologia, il cardiologo mi direbbe di NON fumare per il mio bene.
In Psichiatria sono gli infermieri stessi a dire ai parenti di NON FAR MANCARE MAI LE SIGARETTE.
Rifletta…
Io sono qui
Pietro Eupremio Maria Bisanti

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Per tutti: chiunque abbia subito un danno personale o di un suo congiunto/amici, può mandare la propria storia a pietrobisantiblog@gmail.com
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ATTENZIONE! RISPONDO A TUTTI. PURTROPPO STO RICEVENDO PIU’ EMAIL DI QUANTE NON NE RIESCA AD EVADERE. CHIUNQUE ABBIA URGENZA E’ PREGATO DI SEGNALARLO
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Siamo ora in grado di offrire un servizio di tutela legale, per chiunque si trovi tra le maglie della psichiatria o abbia subito da essa un danno.
Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.
In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.
SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO “PSICOLOGO DA LETTINO”, BENSI’ CON L’AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA “INCOLLARE” IL PAZIENTE A VITA.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.



DISACCORDI FAMILIARI E PSICOFARMACI A 91ENNE: QUANTO VALE LA VITA DI UN ANZIANO?

LETTERA

Gent.mo Pietro Bisanti

                                                        Solo poco fa ho avuto modo di conoscerla su internet e mi ha fatto un enorme piacere. Stavo cercando informazioni su come disintossicare mia madre di quasi 94 anni da antipsicotici e antidepressivi che le sono stati somministrati da mio fratello su prescrizione medica del primario di Geriatria dell’Ospedale di ******* dott. *******.
                                                        Mamma è stata colpita all’età di 91 anni da un inizio di demenza senile e da quell’età è assistita da una “Assistente Familiare” ogni giorno dalle 18 di sera al giorno dopo dalle 10 alle 12 a seconda l’ora del risveglio. Il resto del tempo e il sabato dal mattino alle 20 di sera mamma sta con la mia famiglia. Solo la domenica dalle 12.30 alle 18 circa con mio fratello che collabora con mia madre nel pagare l’assistente Familiare.
                                                        Il problema maggiore di mia madre era quello di non dormire molto la notte per cui le “Assistenti familiari” si sono spesso lamentate con mio fratello.
                                                      Già prima del 20 dicembre 2015 mi sono accorto che le venivano somministrati psicofarmaci a mia insaputa. Infatti MAMMA si reggeva a malapena sulle gambe o le incrociava rischiando di cadere e parlava farfugliando. Ma il 20.12.15 vi è stato un gravissimo episodio: mia madre si è addormentata alle 20 del 20 dic 15 e l’indomani non riuscivo a svegliarla; alle 17 circa finalmente si è svegliata. La signora che stava con mia madre mi ha scritto che le erano state somministrate 35 gocce di Talofen su indicazione di mio fratello.
                                                       Ho portato mia madre  (15-3  e 13-9-16) dalla dott.ssa ***** Neurologa e Psichiatra che somministrando a mia madre cure di norma omeopatiche, dichiarava che mamma  non avrebbe dovuto essere sottoposta a cura con uso di psicofarmaci.
       
                                                        Da qualche mese (aprile 2017) notavo mia madre peggiorare visibilmente le condizioni di salute e diventare sempre più apatica.
Non aveva più voglia di andare al supermercato, non sapeva più firmare, dormiva in continuo durante il giorno e aveva perso l’appetito, non riusciva a tenere le posate in mano; nel maggio scorso ha avuto un blocco intestinale con rimozione fecaloma al pronto soccorso dell’Ospedale di ***** (a cui ho detto che mamma non prendeva farmaci), parlava pochissimo e l’attività prevalente durante il giorno era ed è il sonno.
L’Assistente Familiare a seguito di mie ripetute richieste ha sempre negato di somministrare psicofarmaci a mia madre; il giorno 7 agosto ho incontrato mio fratello e mia cognata nella loro abitazione per affrontare il problema della sostituzione della Assistente Familiare dimessasi alcuni giorni prima. All’inizio del colloquio ho chiesto a mio fratello se avessero somministrato psicofarmaci a  mia madre e lui ha confermato che aveva somministrato TRITTICO E QUIETAPINA su indicazione del primario di Geriatria dell’Ospedale di ******.
Mi sono irritato per non essere ancora una volta stato informato (mia madre è invalida al 100%) e ho immediatamente presentato un esposto alla Direzione Generale dell’ASL ****. Ho invitato mio fratello a sospendere immediatamente la terapia (12 giorni fa); l’Assistente familiare in risposta alle mie insistenti domande ha affermato che da un mese e mezzo non dava più TRITTICO a mamma e dava la metà di quanto prescritto della Quietapina.
Volevo sapere se è possibile fare qualcosa per disintossicare mia madre facendole recuperare le capacità perse negli ultimi mesi.
Volevo inoltre chiederle se è disposto a partecipare agli INCONTRI ****** a ****** per parlare di PSICOFARMACI o anche del VACCINI.
                                            Se è possibile vorrei spiegarle a voce la vicenda, telefonandole.   
                                                                                                                                IN FEDE
                                                                                                                                ******
cell. *******



RISPOSTA
Buongiorno Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.
Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi.
Viviamo in un mondo ormai ipermedicalizzato: a volte, è orribile da dirsi, è molto meglio morire piuttosto che raggiungere un’età avanzata completamente distrutti nel corpo e nella mente.
Fa anche più rabbia alla luce del fatto che invecchiare, in natura, NON significa certo diventare dei ruderi ambulanti bensì si identifica in un normale processo che porta l’organismo a spegnersi dolcemente mantenendo comunque le sue corrette funzioni basilari.
Infatti, quando in natura un animale sta per morire di vecchiaia, semplicemente alcuni giorni prima smette di mangiare, si riposa e aspetta di andarsene dolcemente nel sonno, avendo vissuto fino all’ultimo una vita degna di questo nome.
Il dolore cronico è invece un’invenzione tutta umana, il più grande abominio medico frutto delle orripilanti terapie convenzionali come la chemio.
Si invecchia male e si muore in modo ancora peggiore…
Nel caso della demenza senile di sua madre, sicuramente è il risultato di anni e anni di insulti alimentari e farmacologici, assolutamente NON compresi da chi a livello medico avrebbe dovuto aiutarla e che ha invece preferito sopprimere i sintomi a suon di bombe chimiche che hanno ridotto sua madre nella pietosa condizione in cui si trova ora e che lei ha ben descritto.
A questo si aggiunge la diatriba familiare tra le due fazioni “cura” e “non cura”.
La mia idea sugli psicofarmaci l’ha perfettamente capita.
Ora, se fossi in lei, agirei su due fronti:
1) A livello giuridico, se sua madre è incapace di provvedere a se stessa è possibile far partire un provvedimento di amministrazione di sostegno facendosi nominare, così da potersi occupare personalmente di lei con tutte le garanzie di Legge (evitando così i contrasti di natura familiare nel limite del possibile).
2) Se sua madre ha mantenuto un barlume di lucidità HA IL SACROSANTO DIRITTO di scegliere se assumere o meno un farmaco. Nessuno può obbligarla se non in virtù di un trattamento sanitario obbligatorio ed in assenza di questo se l’assunzione non è volontaria si commette un grave reato (a maggior ragione in relazione al fatto che lei scrive che sua madre è invalida al 100%).
Detto questo, la mia idea su come si ripristini e/o mantenga la salute è sempre la stessa.
Zero chimica e virata verso un’alimentazione vegana, crudista quanto basta, a bassissimo livello di grassi e a ZERO glutine.
Ogni giorno di vita di un essere umano è SACRO, ma davanti a una persona di 94 anni già invalida al 100% non posso fare altro che avvertirla di essere cauto e attento perché la sospensione dei farmaci e una virata verso un’alimentazione virtuosa potrebbero scatenare crisi da dismissione magari non sopportabili da parte della diretta interessata (senza contare che non specifica se stia assumendo altri farmaci di natura non psichiatrica).
Risulta quindi difficilissimo darle un parere anche se non medico. Se si trattasse di mia madre, procederei ad uno scalaggio lento e costante e un miglioramento altrettanto lento e costante dell’alimentazione. Piccoli accorgimenti giornalieri per non scombussolare troppo il suo organismo e per permetterle di vivere la vita nella migliore qualità possibile.
Da quanto sto personalmente verificando in base a tutte le storie che mi giungono, la psicomedicalizzazione degli anziani sta raggiungendo livelli veramente allarmanti: NON conosco UN SOLO 70ENNE che non sia pieno zeppo di farmaci…
Questo è quanto mi sento di dirle.
La cosa più corretta sarebbe una bella riunione familiare, una decisione verso la salute collettiva ascoltando il parere di vostra madre che, non scordatevelo mai, è e rimane libera di scegliere per se stessa.
Infine, se mi spiegherà bene di cosa si tratta, sarò lieto di valutare se presenziare alle vostre iniziative.
Ultimo piccolo consiglio: acquisti il mio libro e lo legga assieme all’interessata ed ai suoi familiari. Potrete trovare moltissimi spunti per prendere una decisione vostra e CONSAPEVOLE.
Forza e coraggio
Pietro Eupremio Maria Bisanti
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Siamo ora in grado di offrire un servizio di tutela legale, per chiunque si trovi tra le maglie della psichiatria o abbia subito da essa un danno.
Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.
In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.
SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO “PSICOLOGO DA LETTINO”, BENSI’ CON L’AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA “INCOLLARE” IL PAZIENTE A VITA.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.


              

ULCERE TROPICALI: QUANDO I MEDICI TI TERRORIZZANO, ARRIVA PIETRO BISANTI: OSSERVATE LA POTENZA DEL CORPO UMANO

PRIMI GIORNI DI LUGLIO 2017 – DUE MEGA ULCERE TROPICALI AL PIEDE DESTRO

14 AGOSTO 2017: GUARIGIONE QUASI TOTALE 

ULTIMO SCAMBIO DI MESSAGGI SULLA CHAT DI FACEBOOK


ciao pietro. il piede è quasi completamente apposto. ieri ho giocato pure a ping pong. e ho dato una lezioni a medici e parenti. questo sempre grazie a te. sei un grande. ti voglio bene amico mio

COMMENTO

I primi giorni di luglio sono stato contattato da un mio amico, il quale, in vacanza in Thailandia, aveva visto alcune ferite superficiali su entrambi i piedi trasformarsi in enormi ulcere tropicali.
La risposta ufficiale era sempre la stessa: antibiotici, antibiotici ed ancora antibiotici.
Sembra per tutti che il nostro corpo sia una macchina inerme incapace di difendersi. Ed è proprio così, quando si fanno scelte alimentari e di vita completamente contronatura.
La persona in questione, della quale conservo l’anonimato, veniva da una pregressa storia di assunzione di psicofarmaci, che lo avevano completamente distrutto nel corpo e nella mente.
Dopo un paio di anni di cambio TOTALE dello stile di vita, soprattutto alimentare, l’interessato è talmente rinato da essere in grado di andare da solo in Thailandia, per assaporarne sole e frutta.
Purtroppo, a mio giudizio, il suo sistema immunitario era ancora in fase di riparazione e, complice il repentino cambio climatico (e una alimentazione non proprio corretta negli ultimi tempi), ecco che le banali escoriazioni si sono tramutate in quello che vedete in foto.
Sentitici telefonicamente, nonostante non possa dare pareri medici, ho espresso esattamente la mia opinione: “Prendendo antibiotici non farai altro che distruggerti la flora intestinale appena risistemata dopo anni di psicofarmaci. Hai sollecitato troppo il tuo sistema immunitario. Stai alla larga dagli antibiotici e prendi il primo volo per l’Italia (così come poi ha fatto)”.
Nonostante i medici degli ospedali locali gli avessero prospettato la possibilità di una necrosi con amputazione se non si fosse ricorso agli antibiotici, ha tenuto duro, virando subito verso un’alimentazione crudista, tenendo pulite le ulcere e lasciandole esposte.
L’ultima foto è emblematica di cosa significhi avere fiducia nel proprio corpo.
Cosa si può imparare da questa vicenda?
1) Non sottoporre MAI il proprio sistema immunitario, quando ancora in fase di riparazione, a stress troppo elevati.
2) L’alimentazione vegancrudista al 100% a bassissimo livello di grassi e a prevalenza fruttariana è l’arma di elezione per ripristinare e mantenere la salute che tutti meritiamo, assieme al digiuno quando si necessiti di azioni più profonde.
3) Gli antibiotici NON sono acqua fresca e creano danni incalcolabili per mesi, se non addirittura anni.

4) Tutto GUARISCE ai SUOI TEMPI. Smettiamo di cercare guarigioni effimere momentanee che altro non sono che quello che la medicina ufficiale sa fare meglio: SOPPRESSIONE DEL SINTOMO.

5) Smettiamo di AVERE PAURA. La medicina ufficiale uccide già aprendo bocca e prospettando disgrazie a non finire.
Questo è l’Igienismo Naturale. Questa è la fiducia nel proprio corpo. Questa è la salute.
Avanti così
Pietro Eupremio Maria Bisanti

XANAX DISTRUTTIVO: LEGGETE COSA TALE MERDA CHIMICA PUO’ FARE A UN ESSERE UMANO

LETTERA
Buonasera,

Ho assunto bruscamente di assumere lo xanax 4 giorni fa e, dato il mio malessere di questi giorni che già preventivavo (non è la prima volta che lo faccio, per quanto sembri io così irresponsabile, non sto facendo quasi altro se non cercare su internet informazioni che possano essermi utili che io già non conosca per affrontare i sintomi da astinenza di questa merda di medicina).

Ed ecco che ho trovato il suo blog.

Ho dato un’occhiata ancora troppo furtiva e veloce ad alcuni articoli ma sto capendo che forse quello che lei condivide come pensiero e possibile approccio per riprendersi in mano la propria vita è esattamente quello che mi serve.

E’ circa un anno che provo a togliere xanax gradatamente, secondo i consigli di medico psicologo e psichiatra, ma non ci sono riuscita. Ho avuto comunque il presentarsi di conseguenze dell’abbassare il dosaggio che non mi aspettavo, che mi hanno atterrita e portato anche per l’ovvio motivo di dover proseguire i miei impegni (con i sintomi di astinenza non riuscivo, rischiavo di compromettere troppo), a riprendere il dosaggio delle gocce a cui mi ero ormai abituata.

Lo assumo da circa due anni e mezzo.

All’inizio sporadicamente, anche solo con 5 gocce dormivo tutta la notte.
Poi no, anche con 100/120 al giorno non ho avuto più effetti benefici.
Anzi.

Forse il senso di stordimento e rallentamento perenne in ogni cosa, movimento fisico e spesso anche mentale..il perdere la memoria anche in cose elementari..tutte queste cose mi hanno portato ad odiare questa medicina che mi ha rubato me stessa…ed a volerla eliminare dalla mia vita.

Come le ho detto sopra era un anno che provavo a scalarla.  Agli effetti collaterali propri del farmaco si sono aggiunti quelli dell’astinenza e non sono riuscita nei miei intenti.
Non mi sento nemmeno in grado di dare un senso logico a questa mail, mi perdoni.

Ho deciso di toglierlo bruscamente, dopo aver raggiunto una dose tra le 70 e 90 gocce al giorno, mercoledì scorso.
So che tutto quello che mi stanno attraversando mente e corpo tanto da farmi sentire così INVALIDA è dovuto allo xanax.

Vorrei capire da lei, se può dirmi, come posso affrontare il prossimo periodo di astinenza al meglio, cercando di quantomeno sfumare tanti sintomi spiacevoli.
Se sa dirmi quanto potrà durare tutto questo. Mesi, anni. Per sempre.
Ho 29 anni.
Violenza durante l’infanzia.
Dai 17 sintomi depressivi e una grandiosa evoluzione di quasi tutti i disturbi alimentari maggiori tranne l’obesità.

Svariati tentativi di cure psicologiche e..farmacologiche. Anche se sono sempre stata avversa all’idea di queste ultime. Ed anche se ho provato a prendere diversi tipi di psicofarmaci, (su consiglio di medici etc..a volte anche di iniziativa mia nell’andare da uno psichiatra nei momenti di debolezza maggiore, quando pensavo di non essere in grado da sola, che la mia mente non fosse in grado da sola)..ansiolin fluoxetina depakin lamictal entact di altri non ricordo nemmeno il nome..ovviamente non tutti insieme..tutti questi ‘tentativi’ di migliorare la mia vita tramite medicine sono stati frenati da me, spesso senza nemmeno il parere medico, dopo pochi mesi o anche meno, in momenti di maggiore lucidità.

Le ho scritto un casino. Grazie comunque se avrà la disponibilità di leggere questa mail e di rispondermi.

Lettera firmata


RISPOSTA

Buongiorno Anonima,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.
Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.
Veniamo a noi.
Ci è sicuramente voluto molto tempo ma alla fine ha aperto gli occhi.
Questa è la realtà: milioni di persone nel mondo completamente distrutte da sostanze demoniache, che annientano corpo, anima e il proprio IO più profondo.
Ora, gli errori principali che si fanno quando si decide di abbandonare tali molecole sono principalmente due:
1) Scalaggio assente o troppo veloce: a meno che non ci si trovi davanti a una situazione di enorme tossicità per cui risulta indispensabile eliminare di colpo i farmaci perché il corpo non ha più neanche la forza di metabolizzarli (e questo accade quando si prendono per anni e anni diversi tipi di farmaci, continuando a cambiare), il mio consiglio è quello di scalare un farmaco alla volta, del 10% al mese.
2) Scalare senza CAMBIARE RADICALMENTE LO STILE DI VITA, soprattutto eliminando il fumo e virando senza riserve verso un’alimentazione impeccabile (e per impeccabile intendo vegancrudista ad altissimi livelli di frutta, a bassissimi livelli di grasso e a ZERO GLUTINE), significa essere destinati a fallire o comunque a non ottenere risultati saldi e duraturi.
Bisogna anche stare attenti al concetto di GRADUALITA’: un corpo distrutto da anni di farmaci significa un INTESTINO distrutto da anni di farmaci. Per questo motivo NON si può pensare di poter ricominciare a ingozzarsi di frutta dall’oggi al domani perché pur essendo il cibo elettivo per l’uomo, l’apparato digerente potrebbe non essere in grado all’inizio di assimilarla correttamente. Quindi PIANO PIANO, ogni giorno UN PASSO.
Quando i farmaci saranno stati eliminati si potrà pensare, se non arriveranno i risultati sperati, a un periodo di digiuno, in modo da aiutare il corpo nella fase di disintossicazione. Non bisogna MAI dimenticare che i farmaci presi anche molti anni fa permangono comunque nei grassi e permangono i cambiamenti biochimici dagli stessi causati. Un farmaco non “sparisce” solo perché non lo si trova più nel sangue. Un farmaco sparisce quando i suoi EFFETTI sono stati eliminati attraverso il ripristino di una corretta biochimica cerebrale (lavoro, questo, che SOLO il corpo può fare in autonomia. Noi dobbiamo dargli la possibilità di farlo attraverso scalaggio intelligente e stile di vita impeccabile).
Sole, aria pulita, alimentazione impeccabile, scalaggio intelligente, esercizio fisico moderato, eliminazione di qualunque tipo di sostanza tossica (profumi, amalgame al mercurio, creme per la pelle piene di merda etc…) e il TEMPO che ci vuole. Questa è l’unica strada LOGICA e SENSATA che io conosca per tornare in salute.
Il resto sono tutte scorciatoie che, prima o poi, portano un salatissimo conto da pagare.

Questo è il piano di dismissione che da igienista e NON medico seguirei se fossi nella sua stessa situazione.

1) Acquistare immediatamente il mio libro “Assassini in pillole: la Psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere”. Non divento certo ricco vendendole un libro, ma a lei permetterà di capire finalmente in chiave igienista come funziona il corpo umano e come lo si mantiene in salute.
2) Leggere ATTENTAMENTE questo vademecum che spiega ESATTAMENTE come ripristinare la salute quando si è in terapia psichiatrica http://pietrobisanti.blogspot.it/2015/12/come-ci-si-disintossica-dagli.html, e potrà seguire il piano alimentare ivi esposto.

Io ci sono

Pietro Eupremio Maria Bisanti

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Siamo ora in grado di offrire un servizio di tutela legale, per chiunque si trovi tra le maglie della psichiatria o abbia subito da essa un danno.
Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.
In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.
SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO “PSICOLOGO DA LETTINO”, BENSI’ CON L’AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA “INCOLLARE” IL PAZIENTE A VITA.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.

“MIO MARITO CONTINUA A PEGGIORARE CON GLI PSICOFARMACI. LEI LO PRENDEREBBE IL LITIO?”

LETTERA

Salve sono moglie di un uomo a cui, da alcuni anni, è stato diagnosticato il disturbo bipolare di tipo misto. 

Purtroppo gli psicofarmaci non hanno dato risultati sperati… per caso vagando su vari siti che riguardavano la malattia bipolare ho incontrato il suo articolo …. devo dire che sono pienamente d’accordo con lei. Ho sempre pensato che gli psicofarmaci fanno più male che bene…  

Ma purtroppo non è facile qui in Italia dire di no a molti cibi buoni ma dannosi. E quindi essere vegan per un uomo che ha poco controllo sulla sua mente è parecchio difficile. Anche perché lui si consola mangiando di tutto….

Avrei bisogno di un aiuto da parte di lei. Mi dica se lei è d’accordo con assumere pastiglie di litio? E l’unico farmaco che ancora mio marito non ha provato…cosa posso fare perché mio marito guarisca? 
Per favore mi dica come devo fare. Continuando a pagare psichiatra e non vedendo risultati è deprimente… 
In attesa della sua risposta le porgo i miei saluti. 

Lettera firmata


RISPOSTA
Buongiorno Anonima,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.
Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.
Veniamo a noi.
Mi scusi se sarò diretto e potrò anche apparirle maleducato ma penso che dirsi le “cose in faccia” sia la più grande forma di rispetto reciproca.
1) Suo marito è stato completamente annientato dagli psicofarmaci come lei dice. Lei stessa se ne rende conto, eppure continua imperterrita a nutrire, almeno apparentemente, fiducia nella “magica pillolina che fa tornare il sorriso”… Di che cosa ha bisogno ancora, di vedere suo marito in una bara sotto tre metri di terra per capire che nessun composto chimico potrà mai e poi mai guarire i mali dell’animo umano?
2) Suo marito ha un appetito fuori misura proprio A CAUSA dei farmaci che sta assumendo, che sconquassano il metabolismo insulinico.
3) Non sono qui a sentire lamentele. Se uno crede nel messaggio che sto portando avanti da anni, e cioè che la maggior parte dei problemi mentali sono causati in tutto o in parte da problemi di intossicazione interna derivati soprattutto da alimentazioni obbrobriose e contro natura, altro non c’è da fare se non agire, facendo ogni giorno un piccolo passo verso la salute. Il diretto interessato DEVE essere il primo a crederci, certo è che non serve a nulla chiudere a chiave la dispensa o il frigorifero. Chi ne è dentro fino al collo, deve conservare un barlume di lucidità e impegnarsi.
4) Viene a chiedere a me, in un blog che contiene oltre 1000 articoli riguardanti per lo più testimonianze di gente completamente rovinata dagli psicofarmaci, se assumerei quella merda chiamata “litio”? La mia idea si evince senza difficoltà alcuna ma siete LEI e suo marito che dovete capire da che parte volete stare: da quella medica, con pastiglie da mandare giù dalla mattina alla sera, con i risultati che sono davanti ai vostri occhi, oppure da quella igienista, che punta al riequilibrio del corpo attraverso uno scalaggio lento e mirato e un’alimentazione impeccabile?

Questo è il piano di dismissione che da igienista e NON medico seguirei se fossi nella stessa situazione di suo marito.

1) Acquistare immediatamente il mio libro “Assassini in pillole: la Psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere”. Non divento certo ricco vendendole un libro, ma a lei permetterà di capire finalmente in chiave igienista come funziona il corpo umano e come lo si mantiene in salute.
2) Leggere ATTENTAMENTE questo vademecum che spiega ESATTAMENTE come ripristinare la salute quando si è in terapia psichiatrica http://pietrobisanti.blogspot.it/2015/12/come-ci-si-disintossica-dagli.html, e potrà seguire il piano alimentare ivi esposto.

Io ci sono

Pietro Eupremio Maria Bisanti

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Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.
In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.
SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO “PSICOLOGO DA LETTINO”, BENSI’ CON L’AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA “INCOLLARE” IL PAZIENTE A VITA.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.

VALDO VACCARO, SEI SEMPLICEMENTE STRAORDINARIO

Questo è il link all’ultima tesina del dott. Valdo Vaccaro relativamente al cancro.
Sbeffeggiatelo quanto volete (e parlo per i poveri ignoranti che credono di sapere qualcosa, medici compresi, ma che in realtà nulla hanno capito di cosa sia il corpo umano e di come funzioni), ma non ho alcun dubbio che l’Igienismo Naturale e il dott. Valdo Vaccaro quale esponente principale in Italia contribuiranno alla rinascita non solo del nostro Paese, ma dell’umanità intera.
Avanti così’ Valdo Vaccaro, avanti così contro tutte le avversità.
Sono onorato ogni giorno di più di far parte del TUO corpo docenti alla Health Science University
Non sono uno che fa complimenti con tanta facilità.
Ma quando ci vuole ci vuole.
Pietro Eupremio Maria Bisanti

progetto salvadanaio

Un aiuto concreto alle persone in difficoltà

Per informazioni vai alla pagina SALVADANAIO