VACCINI SI’….VACCINI NO….QUESTO È IL PROBLEMA
LETTERA
ARTICOLI DI RIFERIMENTO CHE POTETE TROVARE NEL BLOG: “I VIRUS NON ESISTONO”; “FEBBRE POST-VACCINO. UN SEGNALE INQUIETANTE”;
LETTERA
Colgo l’occasione per commentare un ulteriore commento arrivato in forma anonima relativamente al mio articolo “OGGI MI FACCIO UNA BELLA SNIFFATA DI DENIBAN, TANTO E’ LEGALE!”
“Certo, riequilibrio fisico e mentale, compassione, pensieri puliti. Perchè non lo provi a spiegare a uno che si contorce per terra dalle convulsioni? “Rinuncia al farmaco, ti maschera solo il problema, ti rende schiavo. Vai con l’alimentazione vegana!” Vedrai che bel “vaffa” che ti risponderà, sempre che ci riesca, fra gli spasmi. La depressione, come l’epilessia, è una malattia del cervello, che è un ORGANO, e come tutti gli organi può malfunzionare. Ma chi non ha mai sofferto di queste cose ovviamente non può saperlo”.
RISPOSTA
Il “vaffa”, caro lettore, dovrebbe essere rivolto ai dottoroni dalla prescrizione facile, che al posto di investigare le cause di un disturbo, vanno a stopparlo, come sempre, con farmaci sintomatici.
Se ti fossi preso la briga di leggere il mio articolo “ALLA FORSENNATA RICERCA DEL SINTOMO”, forse, oltre ad imparare qualcosa di nuovo, avresti anche colto l’occasione per tacere, piuttosto che inserire uno striminzito commento in forma anonima, che denota quanto la televisione abbia fatto e continui a fare breccia dentro di te.
Anzitutto distinguiamo i due disturbi da te citati: l’epilessia è una cosa, la depressione è un’altra.
Ma tutto ha sempre una causa, qualunque tipo di disturbo, e sopprimere il sintomo con un farmaco, sia esso chimico, omeopatico, fitoterapico non ha alcun senso.
E la maggior parte delle volte, il disturbo si manifesta lontano dalla causa che lo sta generando.
Non nego che una lesione o una formazione tumorale a livello celebrale possano causare manifestazioni come l’epilessia, la depressione, e persino veri e propri cambi di personalità.
Ma è anche vero che la maggior parte delle volte, i disturbi che noi imputiamo a un cervello “malato” e “difettoso” non sono altro che la logica conseguenza di un intestino diventato bidone dei rifiuti indifferenziati, dove spadroneggiano batteri che si riproducono in assenza di ossigeno tra miasmi delle proteine animali in putrefazione che risalgono fino al cervello.
Ma certo, è più facile dare la colpa a Dio, alla genetica, alla ereditarietà, piuttosto che ai propri, malsani stili di vita e alimentari.
La capacità rigenerativa del corpo umano è strabiliante, ma non può perfezionarsi fino a quando è impegnato a digerire le lasagne alla parmigiana che magari tu divori ogni giorno pensando che sia cibo per te.
Il corpo umano può ripararsi, rigenerarsi, e persino il cervello può riorganizzarsi quando una parte muore, andando a delegare ad altre i compiti di quella che non funziona più (basti pensare alle persone che si risvegliano da un coma profondo a distanza di anni).
Quindi, 99 volte su 100, il problema è altrove.
Sicuramente la dieta vegana (e non mi piace chiamarla così, in quanto è semplicemente il modo di alimentarsi e vivere che ogni essere umano ha nel proprio DNA) non risolve un attacco di epilessia o un attacco depressivo maggiore all’istante, ma è l’unico modo per avere, quando possibile, una guarigione vera, duratura, e non solo un mero mascheramento dei sintomi.
Dico “quando possibile” perché anche il corpo umano ha i suoi limiti, ma non siamo nati per essere pazzi, depressi, bipolari, schizofrenici.
Il nostro cervello è frutto di milioni di anni di evoluzione, e non impazzisce da un giorno all’altro.
Soccombe sotto gli attacchi delle proteine animali in putrefazione, del sangue denso e lipotossico che gli arriva a causa delle digestioni da immondezzaio, degli sbalzi glicemici derivati dallo zucchero bianco e da tutti gli altri zuccheri artificiali inventati dall’uomo, della caseina che ricopre i villi intestinali come una colla e non permette l’assorbimento dei nutrienti che poi andranno a formare anche i neurotrasmettitori che servono alle sinapsi delle cellule celebrali.
Capisci che te la stai prendendo con il cervello, quando invece il problema è da un’altra parte?
Ma come tutti noi sei dotato del libero arbitrio, e quindi continua pure ad affidarti ai tuoi prescrittori di stupefacenti, perché tali sono.
Pensa solo che il Ritalin, utilizzato per la “cura” del Disturbo da Deficit di Attenzione, fino a pochi anni fa era inserito nella tabella del DPR 309/90 come sostanza stupefacente pari alla cocaina.
Oggi, come i delinquenti, è stato riabilitato post-mortem.
Nessuno ti seguirà per “convertirti” ad una alimentazione che sia strutturata in base al nostro disegno fisico e spirituale.
Nessuno ti toglierà dal piatto la salamella e l’ansiolitico prima di andare a dormire.
Mi basta che questo articolo, a te dedicato, ti faccia pensare, anche solo per 5 minuti.
Ho deciso di pubblicare un commento che mi è giunto in forma anonima al mio articolo “PROZAC, TI CONDANNO A MORTE PER OMICIDIO”
“E’ facile sparare a zero quando si ha la fortuna di NON soffrire di depressione. Complimenti. Pensiamo pure che la depressione non sia una malattia, che si possa curare semplicemente bevendo acqua. A me personalmente ha cambiato la vita, esco, mangio, vedo i miei amici, vado al lavoro. E se non avessi preso il prozac (che adesso non prendo più perchè sono guarita) probabilmente non ce l’avrei fatta. E si lo sbandiero. Quando uno è depresso (e parlo di vera depresione,non di giornate no) deve curarsi, non mangiare più frutta e verdura.”
RISPOSTA
Ho deciso di pubblicarlo per dimostrare ancora una volta quanta ignoranza ci sia intorno al tema “psicofarmaci”, e di come molta gente idoltatri letteralmente queste pasticche, rimanendo nel contempo all’oscuro di come realmente funzionino (o non funzionino) e di come invece funzioni il corpo umano.
Caro Anonimo, facile pubblicare in un blog dove tu sai con chi stai parlando, mentre io no.
Non importa, tanto ritengo di avere più di una risposta ai tuoi quesiti, e ho anche delle domande da porti.
Nessuno osa (e non è nemmeno stato detto nell’articolo in questione) mettere in discussione il fatto che la depressione sia una conclamata e innegabile MANIFESTAZIONE PSICOLOGICA (e non disturbo del cervello come i tuoi cari psichiatri vogliono farlo passare) di una potenza devastante, capace di cambiare letteralmente la vita di chi ne soffre.
Ma siamo sempre alla FORSENNATA RICERCA DEL SINTOMO (come il mio omonimo articolo che ti consiglio di leggere) e mai alla risoluzione vera e propria del problema.
Lo psichiatra che ti ha in cura, e che ti ha con tanta facilità prescritto una sostanza che è uguale alle droghe di strada, ti ha mai forse chiesto quali fossero le tue abitudini di vita, alimentari, relazionali, spirituali?
Ti ha mai paventato la possibilità che la depressione NON si formi nel cervello, ma parta dall’intestino?
Ti ha mai paventato la possibilità che la depressione possa essere causata dai peptidi non digeriti del glutine? (e ti consiglio di vedere il mio articolo “CELIACHIA, NON SOLO MAL DI STOMACO)
TI ha mai paventato la possibilità che la depressione possa scaturire da anni di consumo di latticini, che formano una pellicola sui villi intestinali, che non permette l’assimilazione dei cibi e quindi la formazione di quelle sostanze che poi servono a livello celebrale per creare le giuste sinapsi affinché tu ti possa sentire bene?
Ti ha mai paventato che il corpo umano va guardato in maniera olistica e completa e non a “pezzi” (e ti consiglio di leggere il mio articolo “NON SIAMO I MATTONCINI DELLA LEGA”)?
E ammesso che determinate difficoltà, anche grosse, nella vita, ti abbiano abbattuto, ti sei mai chiesta come mai la tua resistenza alle avversità non è tanto forte quanto ti aspetteresti, e che quindi ricadi nella categorie di quelle persone che vedono sempre “il bicchiere mezzo vuoto”?
Eh no…al posto di investigare è molto più semplice ottundersi, drogarsi, impasticcarsi, magari per anni, e poi farsi dire da un’altra persona: “Ora sei guarita!”.
Ma guarita da cosa se la causa a monte non è stata né investigata, né quindi tantomeno arginata?
Guarita per quanto? Guarita totalmente (che significa vivere ogni giorno appieno con entusiasmo) o semplicemente sei stata resettata in “modalità sopravvivenza”, e quindi con vita sessuale pari a zero, ingrassata o dimagrita, piena zeppa di tossine che solo gli antidepressivi possono dare?
E fra un anno o due pensi che non sarai da capo? Io non te lo auguro assolutamente, voglio infatti il bene per l’umanità intera, e spero che la tua “cura” ti abbia “guarita” per sempre, ma purtroppo cara amica ho i miei seri, fondati dubbi.
E sai perché? Perché solo un ignorante o un saccente potrebbe avere l’ardire di pensare che una pasticca possa “guarire” e interagire con l’infinita e ancora quasi totalmente oscura biochimica celebrale.
Solo un ignorante o un saccente può pensare che nascondendo, sopprimendo, ingannando, manipolando una sintomatologia si possa arrivare alla guarigione della stessa.
Sono convinto che il tuo psichiatra nulla ti ha mai detto riguardo alle putrefazione intestinale, alla disbiosi, alla leucocitosi digestiva, ai danni causati da caffè, thè, alle iperglicemie e ipoglicemie causate dagli zuccheri raffinati.
E quindi hai preso il tuo bel Prozac e hai continuato le tue sicuramente pessime abitudini di vita e alimentari.
E hai il coraggio di chiamare tutto questo guarigione?
E hai l’ardire di offendere la frutta e la verdura, pensando che non si guarisce con esse?
Da un lato hai perfettamente ragione, lo dico pure io. Infatti non sono frutta e verdura a farti guarire, ma il tuo corpo che si autoregola grazie ad esse.
Questo è il fulcro di tutto. Solo il tuo medico interno sa cosa deve fare, ma non lo può fare perché il tuo intestino è diventato una pattumiera, una fogna di Calcutta, una cloaca di città.
E tu, al posto di risistemarlo, lo bombardi ancora con ulteriori veleni, tagli la spia rossa che ti si è accesa, nascondi i miasmi intestinali con il deodorante chimico chiamato “Prozac”, e ti gongoli in una finta guarigione che, credimi, non durerà per sempre, anzi, durerà meno di quello che pensi.