DENUNCIARE, MOLTO SPESSO, NON E’ CIO’ CHE RISOLVE UN PROBLEMA
Uno degli stereotipi più duri a morire è quello di pensare che una denuncia possa magicamente risolvere tutti i problemi.
Non è affatto così.
Denunciare significa “portare a conoscenza dell’Autorità Giudiziaria o di chi è obbligato a questa riferire la commissione di un fatto costituente reato”.
Non significa, nella maggior parte dei casi, che domani mattina il mio vicino molesto verrà incarcerato; non significa che l’autore del danneggiamento volontario alla mia auto verrà messo dietro le sbarre; non significa che l’autore di un post diffamatorio su Facebook perderà la casa.
Le denunce innescano un procedimento, che potrà, lentamente o velocemente a seconda dei casi, portare a misure cautelari prima e durante il processo e/o ad una condanna penale definitiva (che, anch’essa, non significa galera per forza), assieme ad un risarcimento qualora si decidesse di costituirsi parte civile.
Per determinate tipologie di reati, la denuncia è praticamente l’unica strada percorribile: pensiamo ai reati di stalking, maltrattamento in famiglia etc…, e la giustizia, in questi casi, è spesso veloce ed efficiente.
Per altre, la strada verso il riconoscimento di un danno subito è lunga e in salita.
Da anni ho imparato una cosa, e cioè che le denunce devono essere fatte per arrivare ad un risultato, spesso per le cose “serie”.
In moltissimi altri casi, bisogna usare l’astuzia e l’intelligenza: prevedere se la denuncia andrà ad esacerbare un problema al posto che risolverlo, valutare contro chi la si sta facendo (ad esempio, pluripregiudicati, che se ne sbattono altamente se gli fate una denuncia per diffamazione, così come quelli senza reddito) e molti altri aspetti.
Accendente il cervello. Se andate a vivere in una palazzina di 80 famiglie, quella rompicazzo la troverete sempre, se non altro durante le estenuanti riunioni condominiali.
Cercate di PREVENIRE i problemi, facendo, ove possibile, marcire la gente nel proprio brodo.
Occhio a chi frequentate, a chi date confidenza, a chi ingravidate, da chi vi fate ingravidare, chi vi sposate… prevenire è meglio che curare.
Questo non significa stare sempre in uno stato di allerta; significa sapere sviare i pericoli dell’era moderna.
Non abbiamo più il problema di essere mangiati da un leone; abbiamo quello di essere messi in mutande da una estranea che chiamiamo “moglie”.
Occhi aperti, perché il mondo è un postaccio.
Pietro Eupremio Maria Bisanti
per chi volesse prenotare una consulenza: info@pietrobisanti.it
www.pietrobisanti.it





