MA CHE DIAMINE SONO DIVENTATI I FUNERALI?
Oramai diamo per scontato che, una volta dipartiti, ci venga dato l’ultimo saluto con quella manifestazione pubblica chiamata comunemente “funerale”.
Persino chi decide in vita di farsi cremare, non riesce a rinunciare a questo obbrobrioso rito cattolico che nulla ha di buono.
Fatevi qualche domanda…
- Perché diamine devo dare (o far dare da altri) un sacco di soldi a degli sconosciuti per “fare” ciò che in natura è gratis: crepare?
- Perché il mio feretro deve essere portato da sconosciuti che neanche sanno chi diamine fossi?
- Perché la cerimonia deve essere officiata da uno sconosciuto prelato che si prodigherà in parole comuni e generiche?
- Perché devo permettere che partecipino un sacco di persone che nemmeno mi conoscevano e spesso sono lì solo per passare il tempo?
- Perché devo permettere l’affissione di un manifesto funebre ad uso e consumo della morbosità umana?
Vi sarete sicuramente resi conto dello schifo ormai che sono diventati i funerali, soprattutto quelli di persone decedute a causa di fatti di vasto clamore sociale.
Si balla, si sgasa con macchine e moto, si corre a fare le magliette con la foto “migliore” del defunto, si preparano fumogeni, fuochi d’artificio e chi più ne ha più ne metta.
Si piazzano maxischermi per permettere al pensionato annoiato di avere qualcosa a cui pensare… insomma tutto tranne il silenzio e la riservatezza che dovrebbero essere la normalità in eventi del genere.
Vi do alcuni consigli:
- Fin quando siete in vita, redigete uno scrittura di vostro pugno in cui precisate che cosa volete veramente.
- Ricordate che se siete eredi ed accettate l’eredità, siete obbligati a pagare il funerale di chi muore.
- Fatevi cremare, tanto dopo 10 anni vi tirano su dalla tomba per fare posto ad un altro, a meno che non paghiate delle belle cifre (nei cimiteri mandano persino la bolletta del lumino).
- Lasciate stare le chiese. Organizzate con la piccola cerchia di persone veramente care l’accompagnamento alla cremazione e mandate a fare in culo curiosi e annoiati.
- In caso di indigenza, i Comuni sono obbligati a farsi carico delle spese funerarie. Non vi indebitate per qualcosa che non spetta a voi nel caso della morte di un vostro congiunto.
Condividete il dolore di una perdita con chi ha veramente conosciuto e amato chi non c’è più.
Il resto è solo un carrozzone mediatico da vomito.
Pietro Eupremio Maria Bisanti





