MA CHE DIAMINE SONO DIVENTATI I FUNERALI?

Oramai diamo per scontato che, una volta dipartiti, ci venga dato l’ultimo saluto con quella manifestazione pubblica chiamata comunemente “funerale”.

Persino chi decide in vita di farsi cremare, non riesce a rinunciare a questo obbrobrioso rito cattolico che nulla ha di buono.

Fatevi qualche domanda…

  1. Perché diamine devo dare (o far dare da altri) un sacco di soldi a degli sconosciuti per “fare” ciò che in natura è gratis: crepare?
  2. Perché il mio feretro deve essere portato da sconosciuti che neanche sanno chi diamine fossi?
  3. Perché la cerimonia deve essere officiata da uno sconosciuto prelato che si prodigherà in parole comuni e generiche?
  4. Perché devo permettere che partecipino un sacco di persone che nemmeno mi conoscevano e spesso sono lì solo per passare il tempo?
  5. Perché devo permettere l’affissione di un manifesto funebre ad uso e consumo della morbosità umana?

Vi sarete sicuramente resi conto dello schifo ormai che sono diventati i funerali, soprattutto quelli di persone decedute a causa di fatti di vasto clamore sociale.

Si balla, si sgasa con macchine e moto, si corre a fare le magliette con la foto “migliore” del defunto, si preparano fumogeni, fuochi d’artificio e chi più ne ha più ne metta.

Si piazzano maxischermi per permettere al pensionato annoiato di avere qualcosa a cui pensare… insomma tutto tranne il silenzio e la riservatezza che dovrebbero essere la normalità in eventi del genere.

Vi do alcuni consigli:

  1. Fin quando siete in vita, redigete uno scrittura di vostro pugno in cui precisate che cosa volete veramente.
  2. Ricordate che se siete eredi ed accettate l’eredità, siete obbligati a pagare il funerale di chi muore.
  3. Fatevi cremare, tanto dopo 10 anni vi tirano su dalla tomba per fare posto ad un altro, a meno che non paghiate delle belle cifre (nei cimiteri mandano persino la bolletta del lumino).
  4. Lasciate stare le chiese. Organizzate con la piccola cerchia di persone veramente care l’accompagnamento alla cremazione e mandate a fare in culo curiosi e annoiati.
  5. In caso di indigenza, i Comuni sono obbligati a farsi carico delle spese funerarie. Non vi indebitate per qualcosa che non spetta a voi nel caso della morte di un vostro congiunto.

Condividete il dolore di una perdita con chi ha veramente conosciuto e amato chi non c’è più.

Il resto è solo un carrozzone mediatico da vomito.

Pietro Eupremio Maria Bisanti