ABBIAMO DIMENTICATO QUANTO SIA MERAVIGLIOSA LA RISERVATEZZA
Dopo tanti, tanti anni ho deciso di riprendere in mano il mio blog, che per altrettanti, tantissimi anni è stato attivo ed ha trattato temi di vario genere.
Ritengo, poi, molto più bello ed incisivo leggere uno scritto piuttosto che guardare un video.
Basta scrollare Facebook, Youtube o qualsivoglia altro social per rendersi conto di quanto l’umanità abbia toccato (ma non ci metto la mano sul fuoco) il punto più basso della sua evoluzione.
Ognuno deve dire la sua, ancora meglio se per controbattere o sputtanare il “rivale” di turno.
Gente che riprende l’incendio di casa propria in diretta; gente che ancor prima di fuggire da un terremoto, riprende la propria casa che trema.
Gente che si filma non appena distrutta la propria vettura in un incidente stradale; gente che riprende momenti assolutamente intimi e privati della propria esistenza: da una proposta di matrimonio, fino al tenere la mano della propria madre morente.
E quale pensate sia il passo successivo?
Andare a vedere il numero di visualizzazioni, i “like” ed i commenti di sconosciuti che, se positivi, avranno come risposta un anonimo “cuore”, mentre se negativi, apriranno l’ennesimo dissing infinito, di cui il Web straborda.
Posso aver detto cose banali ma che vale la pena, ancora una volta, ricordare.
Come mi tengo alla larga e guardo con sospetto chiunque mi racconti i fatti propri avendomi appena conosciuto, guardo con altrettanta diffidenza la marea umana che non tiene la propria vita (ed i propri affetti soprattutto) chiusi a doppia mandata in un forziere.
Pietro Eupremio Maria Bisanti






Come non essere d’accordo con questo concetto, vedo persone che in ogni istante della propria vita, interpongono il cellulare tra la propria vista e ció che stanno guardando, rendendo l’evento solo qualcosa che tendenzialmente puó essere oggetto di una sensazione per gli altri, non per se stessi. L’importante é stupire qualcuno lí fuori, non tanto ragionare io stesso, godermi l’evento o memorizzarlo come qualcosa di speciale, perché? Perché si vive in una disperata solitudine in cui ognuno pensa solo a sé stesso, tanti cuoricini e pollici che sembrano dare empatia ma sono segno solo di ipocrisia. Quando vedo le folle di gente fare tutti quel gesto di riprendere all’unisono un fatto, senza minimamente interagire, provo profonda inquietudine.